In campo venerdì alle 20,45 Torino-Parma DIRETTA
Il Torino ha 30 punti e nelle 10 giornate che mancano ce ne sono altrettanti a disposizione, ma quelli in palio nella gara contro il Parma valgono doppio. “Durante una stagione ci sono tre o quattro partite fondamentali, la sfida che ci aspetta è una di queste perché abbiamo un primo match ball per avvicinarci alla salvezza” ha dichiarato il tecnico granata Roberto D’Aversa.
Sarà la sua terza sfida alla guida di Vlasic e compagni, l’obiettivo è dare continuità ai risultati casalinghi dopo il successo all’esordio contro la Lazio: nell’era dei tre punti il bis di vittorie nelle prime due casalinghe è riuscito soltanto a Walter Mazzarri nel 2018, a Gianni De Biasi nel febbraio-marzo del 2007 e a Renato Zaccarelli nel marzo 2003.
Di fronte, però, ci sarà un Parma che in trasferta ha un rendimento da ottavo posto, quasi da Europa: “Hanno fatto tanti punti nelle gare esterne e spesso hanno costretto le squadre di casa a non offrire grandi prestazioni, non può essere un caso – spiega il tecnico granata – ma noi siamo il Toro e giochiamo nel nostro stadio: non dovremo commettere l’errore di avere la frenesia di sbloccarla, ci sono 95 minuti a disposizione per vincere la partita”.
Per l’allenatore sarà anche una sfida del cuore, tra il 2016 e il 2020 visse una lunga esperienza alla guida dei gialloblu con il salto dalla Serie C alla Serie A: “E’ stato il mio miglior periodo su una panchina, ma non c’è spazio per le emozioni e farò di tutto per conquistare i tre punti” la risposta di D’Aversa.
Vlasic e compagni giocheranno al Grande Torino, ma la protesta dei tifosi non si placa: “Ci darebbero una grande mano, ma la situazione è questa: pensiamo alla partita affinché un giorno tornino a dare il loro contributo importantissimo”, il breve commento del tecnico sulla contestazione contro il presidente Cairo che continua, con le curve che si preannunciano nuovamente vuote.
In attacco è previsto il rientro di Adams, “non ha i 90 minuti nelle gambe, ma non vuol dire che non può partire titolare” spiega l’allenatore, con lo scozzese che prepara la staffetta con Zapata. In difesa, invece, Marianucci può far rifiatare Coco, mentre servirà la fisicità di Ismajli per contenere il bomber gialloblù Pellegrino.
“Lottare per il decimo posto? Per me non c’è obiettivo più grande che sfruttare ogni giorno al cento per cento, questo ti aumenta la probabilità di raggiungere certi obiettivi. Ci concentriamo sul presente: andare a Torino ed essere consapevoli della partita e dell’avversario che troveremo, essere consapevoli di portare i punti a casa”. Carlos Cuesta fissa gli obiettivi del Parma alla vigilia della trasferta in casa Toro.
I crociati ritrovano tra i convocati l’acciaccato Britschgi e Valenti, reduce da un turno di stop per squalifica. Non ci sarà Bernabè, ancora ai box per infortunio. Il tecnico non si sbilancia sulla formazione: “Suzuki o Corvi? Inizieranno undici e gli altri saranno pronti per fare un impatto positivo a partita in corso”.
Possibile una riconferma di Cremaschi sulle destra, in mezzo al campo due tra Ordonez, Sorensen e Nicolussi giocheranno al fianco di Keita. La certezza in attacco è Mateo Pellegrino, alla ricerca del gol perduto, ha realizzato una sola rete nelle sue ultime nove presenze in campionato, ma i granata sono la squadra contro cui l’argentino ha segnato di più in Serie A: quattro marcature in due sfide, grazie a due doppiette, entrambe al Tardini.
I ducali puntano ad allungare la striscia positiva (5 risultati utili consecutivi), giocare lontano dalla mura amiche non fa paura: la squadra di Cuesta è quella che in percentuale ha conquistato più punti in trasferta in Serie A, 20 su 34 totali, il 59%.
Merito anche della retroguardia: Corvi non ha subito reti nelle ultime tre trasferte. Cuesta proverà a dare scacco a un maestro della fase difensiva come Roberto D’Aversa, il grande ex della gara, il tecnico che ha scritto alcune delle pagine più belle della storia recente gialloblù: due promozioni e due salvezze prima di un ritorno segnato da una retrocessione dolorosa ma forse inevitabile.
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