Tottenham in crisi dopo tre sconfitte con Tudor: il club valuta l’esonero e pensa già ai possibili sostituti: anche Motta nella lista e la Juve osserva
Il tempo, nel calcio moderno, può comprimersi fino quasi a sparire. Tre partite possono bastare per trasformare un progetto tecnico in un problema da risolvere con urgenza. È il caso di Igor Tudor al Tottenham: arrivato da poche settimane per rimettere in carreggiata una squadra in difficoltà, il tecnico croato si ritrova già con la panchina che scotta e con il rischio concreto di diventare uno degli allenatori più di passaggio della storia recente degli Spurs. L’impatto, finora, è stato disastroso. Tre sconfitte consecutive, nove gol subiti e una classifica che continua a peggiorare.
Il Tottenham, che sperava in una scossa immediata dopo l’addio a Thomas Frank, è invece precipitato in piena lotta per non retrocedere: ora a un solo punto dal terzultimo posto, quello che significherebbe retrocessione in Championship. Uno scenario impensabile per il club (che già l’anno scorso è arrivato nei bassifondi, vincendo però l’Europa League) che sta spingendo la dirigenza a valutare una decisione drastica: un secondo cambio in panchina in meno di un mese per evitare la catastrofe sportiva.
Tudor già sotto esame: tre partite senza appello
La sconfitta interna contro il Crystal Palace ha fatto esplodere definitivamente la tensione intorno al Tottenham. Il ko di giovedì sera non ha solo aggravato la classifica, ma ha anche messo in evidenza una squadra fragile e incapace di reagire. Numeri alla mano, l’inizio di Tudor è stato tra i peggiori immaginabili: tre partite, tre sconfitte, nove reti incassate. Nessun segnale concreto di miglioramento e, soprattutto, nessuna inversione di tendenza in classifica. Anche per questo, secondo quanto riportato dal The Telegraph, la dirigenza degli Spurs starebbe già riflettendo su un possibile esonero lampo. Una decisione che maturerebbe anche alla luce delle pressioni interne al club.
Durante l’ultima gara casalinga, diversi membri del prestigioso Tunnel Club – l’esclusiva area hospitality del Tottenham Hotspur – avrebbero espresso apertamente il proprio malcontento nei confronti dei dirigenti. Domande dirette, anche scomode, rivolte all’amministratore delegato Vinai Venkatesham sulla direzione presa dalla società sotto la proprietà della famiglia Lewis. In questo clima, il futuro di Tudor appare già appeso a un filo.
Il silenzio di Tudor e la decisione nelle mani della dirigenza
Il tecnico croato, dal canto suo, prova a restare concentrato sul campo. Dopo la sconfitta contro il Palace ha evitato qualsiasi polemica, limitandosi a risposte molto brevi sul proprio futuro. “Non la penso in quella direzione. Ho il mio lavoro da fare e questo è tutto”, ha dichiarato quando gli è stato chiesto se si sentisse ancora sostenuto dal club. Ancora più secca la replica alla domanda sulla sua presenza in panchina nella prossima partita: “Nessun commento”.
Parole che raccontano bene il clima di incertezza che si respira intorno alla squadra. La decisione finale spetterà alla dirigenza: l’amministratore delegato Vinai Venkatesham e il direttore sportivo Johan Lange stanno valutando la situazione e, secondo le indiscrezioni provenienti dall’Inghilterra, riferiranno le loro conclusioni a Nick Beucher, figura di riferimento della proprietà attualmente negli Stati Uniti. Il tempo però stringe. Con la squadra pericolosamente vicina alla zona retrocessione, ogni partita rischia di diventare decisiva.
Motta e De Zerbi tra le alternative, la Juve osserva
Se davvero il Tottenham decidesse di cambiare ancora allenatore, i nomi per la successione sarebbero già sul tavolo. Dall’Inghilterra rimbalzano in particolare due profili: Motta e De Zerbi. Il primo rappresenterebbe quasi un curioso gioco del destino. Tudor, infatti, aveva preso il posto proprio di Thiago sulla panchina della Juventus e ora potrebbe essere l’italo-brasiliano a raccogliere la sua eredità a Londra. Uno scenario che farebbe sorridere anche la dirigenza bianconera.
Motta è infatti ancora sotto contratto con la Juventus fino al 30 giugno 2027: un accordo da 5,5 milioni di euro lordi a stagione, a cui si aggiungono circa 2,5 milioni per lo staff tecnico. In caso di nuova avventura in Premier League, con la risoluzione dell’accordo, la Juventus risparmierebbe complessivamente circa 11 milioni di euro lordi. Per ora si tratta solo di scenari e valutazioni, ma il segnale è chiaro: il Tottenham sta già guardando oltre Tudor. E nel calcio, quando questo accade dopo appena tre partite, il finale della storia è spesso già scritto.

