“Mi sembra di aver rivisto le
partite di Verona e di Pisa, quelle poco tattiche, dove c’è
tanta intensità e tanto agonismo. Non riusciamo a capire che
quando capitano partite sporche come questa bisogna imparare a
starci dentro”. Raffaele Palladino commenta sfavorevolmente a
livello di approccio la sconfitta dell’Atalanta in casa
dell’Union Saint-Gilloise nell’ultima partita della fase
campionato di Champions League.
“Il dispiacere c’è, perché non riusciamo a fare quello switch
che serve. La squadra deve capire che a volte bisogna fare
battaglia, metterci il piede, l’agonismo. Un salto che prima o
poi dobbiamo fare”, rimarca il tecnico nerazzurro. Circa il
turnover, Palladino trova una giustificazione: “I cambi non sono
stati fatti sull’ultima partita, perché molti titolari come
Kossounou avevano giocato anche quella precedente. Sono 8
rispetto a Parma, non all’Athletic Bilbao. Ho dato solo
opportunità a giocatori come Samardzic e Musah che hanno avuto
meno spazio”.
“Non è stato un problema di singoli stasera, è nell’insieme
che non è stata giocata una buona partita, nemmeno tecnicamente
– prosegue l’allenatore atalantino -. Ho bisogno di qualcosa di
più a livello individuale e di squadra. Ci sono giocatori che
subiscono molto di più queste partite sporche. Da elogiare è
Ahanor: è il più piccolo, ma ci ha messo un temperamento e una
cattiveria che ho rivisto in De Roon quando è subentrato”.
“I ragazzi sono dispiaciuti anche per i tifosi che hanno fatto
tantissimi chilometri per seguirci, per il nostro percorso –
chiude Palladino -. Torniamo in albergo giù di morale. Bisogna
ripartire dalla partita importantissima col Como domenica”.
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