Tresoldi e Romano dicono sì all’Italia di Mancini: manca l’ok della Fifa

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Il ct ha messo nel mirino i due giovani talenti finora impegnati nelle selezioni giovanili di Svizzera e Germania: manca l’ok di Infantino, ma la procedura per il “cambio” è stata avviata

La nuova Italia di Roberto Mancini guarda al presente, ma soprattutto al futuro. In vista delle prime convocazioni di settembre, il commissario tecnico sta accelerando per ampliare il ventaglio dei giocatori selezionabili e ha messo nel mirino alcuni giovani talenti con doppia nazionalità o con un percorso nelle rappresentative giovanili di altri Paesi. I nomi più importanti delle ultime ore sono quelli di Alessandro Romano e Nicolò Tresoldi, entrambi pronti a scegliere la Nazionale italiana. Adesso, però, la palla passa alla FIFA.

Romano e Tresoldi hanno scelto l’Italia

Il caso della settimana è quello di Alessandro Romano, 20enne centrocampista del Cagliari, che ha stregato il ct Roberto Mancini al “Tardini” di Parma con un gol da cineteca che ha regalato i tre punti alla squadra di Pisacane. Il ragazzo è nato a Winterthur, in Svizzera, ma vanta origini italiane grazie ai genitori, ma finora ha vestito la maglia delle selezioni giovanili della selezione elvetica, arrivando fino all’Under 20. Il commissario tecnico lo ha seguito ed osservato da vicino, fino ad apprezzarne personalmente le qualità balistiche alla prima giornata di campionato.

Il giocatore avrebbe detto sì al progetto azzurro. Non è però sufficiente la sua volontà: essendo già stato impiegato tra le fila delle selezioni giovanili svizzere, è necessario completare la procedura prevista per il cambio di nazionale. Con il regolamento attuale, il passaggio sarebbe definitivo. L’obiettivo della FIGC e di Mancini è ottenere il via libera in tempo utile per poterlo inserire tra i convocati della Nations League del 18 settembre, così da testarlo sul campo e fargli assaporare subito il clima di Coverciano.

Situazione simile per Nicolò Tresoldi. L’attaccante, che ha compiuto 22 anni lo scorso 20 agosto, è attualmente in forza al Bruges e ha seguito un percorso nelle nazionali minori della Germania, arrivando a giocare con l’Under 21 tedesca e a sfiorare le porte della Nazionale maggiore, come confermato dalla chiamata di Nagelsmann all’alba del Mondiale appena andato in archivio. Una telefonata, non diventata convocazione ufficiale, che concede un’ultima chance agli Azzurri. E anche lui, alla fine, sembrerebbe aver scelto l’Italia dopo i colloqui con Mancini: la procedura per rappresentare in via definitiva la nostra Nazionale è già partita.

Perché Mancini cerca nuovi italiani

Il problema, come testimonia il lavoro “preliminare” che stanno portando avanti il ct, riguarda anche la necessità di allargare il bacino da cui attingere. La Serie A, da sola, offre una platea limitata di giocatori italiani immediatamente utilizzabili. Per questo la Nazionale sta guardando anche all’estero e ai calciatori con origini italiane che hanno intrapreso percorsi internazionali differenti a livello giovanile.

Romano e Tresoldi, in tal senso, sono due casi emblematici. Giovani, già abituati al calcio internazionale e soprattutto ancora in una fase della carriera nella quale una scelta per la Nazionale maggiore può diventare determinante. Per la loro crescita e per quella del movimento nostrano. Mancini sembra aver puntato proprio sulla possibilità di convincerli prima che diventino definitivamente indisponibili, a causa di un’eventuale chiamata di Svizzera e Germania. La speranza di Mancini è quella di pescare un nuovo Retegui.

Palma è il terzo nome sul taccuino

Non ci sono soltanto Romano e Tresoldi. Un altro nome seguito con attenzione è quello di Matteo Palma, difensore centrale classe 2008 dell’Udinese, che nella passata stagione si è messo in mostra con la maglia della Sampdoria in Serie B. Rientrato alla base, è ora un titolare inamovibile dell’undici di Runjaic, complice la partenza di Kristensen direzione Atalanta.

Il percorso di Palma è particolarmente interessante: tedesco come Tresoldi, ha indossato la maglia dell’Italia Under 15 prima di passare nelle selezioni giovanili della Germania, dove ha giocato con l’Under 17. Come per Romano e Tresoldi, sono già stati avviati i contatti per provare a riportarlo in azzurro, approfittando del fatto che gioca anche in Serie A.

Per Palma, tuttavia, c’è un ostacolo in più: il difensore è attualmente infortunato e potrebbe quindi non essere disponibile per le convocazioni di settembre. La situazione sarà da monitorare, così come quella di altri giocatori che potrebbero entrare o uscire dalla lista del ct a seconda delle condizioni fisiche.

La partita decisiva è con la FIFA

Il passaggio fondamentale, adesso, è di carattere burocratico. Romano e Tresoldi hanno manifestato la loro volontà di sposare il progetto tecnico di Mancini, ma per poter essere convocati dalla Nazionale maggiore italiana serve completare il cambio di rappresentativa e ottenere l’autorizzazione della FIFA.

L’obiettivo è fare in tempo per le convocazioni del 18 settembre, quando verrà fuori il primo elenco del neo commissario tecnico in vista di una sosta lunga ben tre settimane. Corsa contro il tempo. Se arriverà il via libera, Mancini avrà a disposizione due nuovi profili da inserire nel progetto azzurro, ma senza particolare fretta o eccessive pressioni. I giovani hanno bisogno di tempo e responsabilità. E soprattutto avrà lanciato un segnale preciso: la nuova Italia non vuole limitarsi a scegliere tra i giocatori protagonisti nel recente passato, ma guardarsi intorno alla ricerca di talenti in rampa di lancio, senza precludersi nulla. Del resto, c’è un Europeo da giocare e un Mondiale da riconquistare.

Trenta convocati e tanta concorrenza: chi rischia?

Ora, una volta ottenuto l’eventuale via libera della FIFA, sarà importante capire come inserire i nuovi talenti in rosa. Mancini dovrebbe convocare circa trenta giocatori per la Nations League, considerando il calendario particolarmente fitto: quattro partite nell’arco di un paio di settimane contro Francia, Belgio e Turchia.

La concorrenza, dunque, sarà elevatissima. E proprio qui nasce la considerazione sui possibili sacrificati. Tra i nomi destinati a rappresentare l’ossatura della Nazionale figurano giocatori come capitan Donnarumma, Calafiori, Tonali, Bastoni, Dimarco, Barella, Frattesi, Scalvini, senza dimenticare i vari Ndour, Pisilli, Vergara, Esposito, Kean e Raspadori. E sullo sfondo, ci sono sempre profili quali Comuzzo, Mané, Chiarodia, Udogie, Locatelli, Cristante, Liberali, Politano, Retegui e Scamacca. Tra volti noti e calciatori che vogliono affacciarsi definitivamente verso il mondo azzurro.

Il reparto più delicato potrebbe essere proprio quello offensivo, dove la presenza di Esposito, Kean, Raspadori, Retegui, Scamacca, Politano e dei giovani in ascesa rende la concorrenza particolarmente serrata. E il primo ad essere sacrificato dovrebbe essere proprio l’italo-argentino, scoperto dallo stesso Mancini ma “emigrato” in un calcio meno competitivo. Tresoldi potrebbe quindi entrare gradualmente nelle rotazioni, senza necessariamente essere considerato subito un titolare. E sarebbe giusto così.

Anche a centrocampo Romano dovrà conquistarsi spazio in un reparto nel quale Barella, Frattesi, Tonali, Ndour, Pisilli, Vergara e altri profili sono già presi in considerazione dal commissario tecnico. La sua convocazione avrebbe però un valore tanto simbolico quanto futuribile: Mancini vuole assicurarsi un giocatore che considera interessante prima che il suo percorso internazionale possa prendere un’altra direzione. La strategia è chiara. A settembre il ct dovrà pensare ai risultati della Nations League, ma intanto è già partita la profonda opera di ricostruzione di una Nazionale giovane e competitiva.

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