Torino-Carrarese 1-0: una zampata di Simeone decide la sfida di Coppa Italia

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Quando sei obbligato ad andare oltre l’ostacolo qualcosa può incepparsi e l’ostacolo diventare una trappola: al Grande Torino i granata erano condannati a vincere ed hanno ottenuto ciò che cercavano. Carrarese al tappeto, Simeone a segno e sedicesimi di finale di Coppa Italia come piccola, ma significativa dote: nessun effetto speciale, non è tempo, ma il pieno di sensibilità al pericolo e antenne ben dritte ad intercettare i possibili tremori. Ignazio Abate può puntare il debutto in campionato – domenica sera con il Milan – senza strappi e senza cattivi pensieri: il giovane tecnico non smette un attimo di indicare la via ai suoi ragazzi, quella fatta di verticalizzazioni e inserimenti perché il coraggio si allena anche con l’esempio. Il sipario cala su una gara con pochi sussulti e senza brividi: i granata vanno oltre l’ostacolo grazie ad un’uscita ricca di buone intenzioni e dove c’era da prendere confidenza con equilibri tattici diversi.

la partita

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La prima del nuovo Toro scorre via così: palleggio e, appena si crea l’occasione, l’affondo. In mezzo al traffico, Fitz-Jim fa ciò che deve: veloce di pensiero, semplice nell’esecuzione. Cacciamani fa di tutto per entrare nel cuore del duello, ci riuscirà in corso d’opera, Simeone spacca in due l’appuntamento di Ferragosto: prima centra il palo, poi si regala il primo sigillo ufficiale nella nuova stagione quando sono passati dieci minuti, poco meno impossessandosi della ribattuta. Pronti, via, granata avanti, ma la sfida resta aperta: la Carrarese costruisce poco, il Toro controlla, non rischia, prova ad alzare il ritmo. Ancora Simeone, risponde Garofani: applausi. Gineitis prende la mira, il suo tiro sbatte su più di una gamba a due passi dalla porta, Coco e Comuzzo controllano: a metà fatica, il verdetto è quello giusto. Si riparte, copione in mano a Vlasic e soci: Cacciamani, come detto, si scopre più intraprendente e in più di un’occasione riesce a prendersi il fondo per innescare i compagni. I granata occupano la metà campo di una Carrarese timida e spuntata, ma il colpo che può chiudere i giochi non arriva. Esce Simeone, spazio a Kulenovic, Fitz-Jim non smette di toccare palloni, Comert e Coco affinano l’intesa, Oristanio fa da spettatore per tutti i 90’, il giovane Luongo trova un po’ di fiato nel recupero, Biraghi, nel recupero arriva ad un soffio dal raddoppio. Per ora può bastare così: sedicesimi di Coppa Italia raggiunti, prima di Abate con vittoria. Ora testa al debutto di campionato contro il Milan di Amorin: al Grande Torino si dovrà alzare il livello perché tra una settimana sfidare i rossoneri mette già in gioco qualcosa di adrenalinico.

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