Thuram, ‘in Italia ora si parla di più del razzismo rispetto a quando giocavo’ – Calcio

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“Credo che oggi in Italia la
gente parli molto di più del problema del razzismo rispetto a
quando giocavo io e questa è una buona cosa”. L’ex calciatore
francese Liliam Thuram, che dopo il ritiro dall’attività
agonistica porta avanti la campagna contro le discriminazioni,
ha partecipato al ‘World Decolonization Forum’ di Istanbul, un
evento internazionale sui diritti umani dove l’ex calciatore ha
parlato del suo attivismo anche attraverso il racconto di
esperienze personali. Tra queste anche episodi di razzismo
subiti in Italia quando giocava nel Parma o nella Juventus,
situazioni che sono capitate “troppe volte”, ha detto all’ANSA
Thuram a margine del forum, sottolineando che quando si parla di
razzismo “anche solo una volta è troppo” mentre l’Italia, dove
sono nati i suoi figli – tra cui Marcus che giocherà con l’Inter
la finale di Coppa Italia contro la Lazio – resta per il
campione del mondo il suo “secondo Paese”. Nel 2008 Thuram ha
creato la fondazione “Istruzione contro il razzismo per
l’uguaglianza” e successivamente ha scritto molti libri
sull’argomento. Oltre a pubblicare volumi e partecipare a
conferenze pubbliche, come quella di Istanbul, per
sensibilizzare il pubblico rispetto al problema del razzismo
l’ex calciatore tiene anche incontri presso licei e università.

   
“Per distruggere questa cultura razzista bisogna avere una
cultura anti razzista”, ha detto il campione del mondo,
sottolineando l’importanza del ruolo dell’istruzione per
sensibilizzare rispetto alla questione. “Per cambiare le cose
bisogna cominciare a essere consapevoli che c’è un problema,
bisogna cominciare a discutere”, ha detto Thuram, aggiungendo
che è ancora molto diffusa “l’ipocrisia di non vedere il
razzismo” mentre anche “gli atleti possono giocare un ruolo
importante” per combattere il pregiudizio razziale e “devono
essere coraggiosi” scegliendo di farlo.

   

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