“Sembra il Napoli B”. L’auspicio di Capello

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L’ex dg e l’ex ds dei partenopei potrebbero occuparsi dell’operazione risalita dei pugliesi, freschi di retrocessione in Serie C. L’ex allenatore: “Questa città merita la A”.

Si profila un’estate torrida per il Bari e soprattutto per i suoi tifosi. C’è da ricostruire tutto, dopo aver salutato la Serie B al termine di una delle annate pù travagliate di sempre della gloriosa storia biancorossa. La retrocessione in Serie C impone una visione nuova, ma la famiglia De Laurentiis non sembra aver alcuna intenzione di passare il testimone. Il presidente Luigi, figlio di Aurelio, avrebbe anzi individuato due figure di alto profilo e di indiscusso spessore per guidare l’operazione risalita. Due vecchie conoscenze, manco a dirlo, del Napoli di papà: Pierpaolo Marino e Mauro Meluso.

Il Bari riparte da Pierpaolo Marino e Mauro Meluso

Stando a quanto riportato da diverse testate, a Marino potrebbe essere affidato l’incarico di direttore generale con ampi poteri e si tratterebbe a tutti gli effetti di un…ricorso storico: a Marino, infatti, fu affidata la costruzione del primo Napoli di De Laurentiis, che ripartì dalla Serie C dopo il fallimento nel 2004. In tre anni l’ex dirigente dell’Udinese riportò il club azzurro in A, poi sarebbe arrivata anche l’Europa. Più recente l’esperienza nel club partenopeo di Meluso, che sarebbe chiamato a ricoprire il ruolo di direttore sportivo, più vicino alla squadra e alle vicende di campo. Meluso è stato nel Napoli nella stagione 2023-24, senza per la verità lasciare un segno significativo.

Pace fatta coi De Laurentiis per tirar fuori il club dalla C

La particolarità è che sia Marino sia Meluso si sono lasciati in modo piuttosto burrascoso con De Laurentiis senior. Il primo fu allontanato dal Napol nell’autunno 2009 in favore di Riccardo Bigon, il secondo nell’estate 2024 per far spazio a Giovanni Manna. Entrambi, evidentemente, si sono riavvicinati alla famiglia De Laurentiis, se è vero che i contatti si sono fatti sempre più fitti con entrambi. Tanto Marino quanto Meluso sarebbero felici di occuparsi della rinascita del Bari, club destinato a cimentarsi in uno dei gironi di Serie C più difficili e competitivi di sempre, insieme a piazze caldissime come Catania, Salernitana, Casertana, Cosenza, Potenza e altre ancora.

La coppia di ex Napoli non infiamma i tifosi del Bari

Una grana non indifferente è rappresentata dallo stadio: “sfrattato” dal San Nicola dal sindaco Vito Leccese, il Bari potrebbe disputare le partite casalinghe ad Altamura, nell’indifferenza dei propri tifosi. Il nuovo management, seppur di alto profilo per la Serie C, non infiamma più di tanto – infatti – gli animi dei sostenitori biancorossi. “Bari o Napoli B?”, domanda provocatoriamente un sito web, Tuttobari, raccogliendo le sensazioni di tantissimi supporter del Bari. L’impressione è che, in un modo o nell’altro, il club pugliese sia sempre destinato a rimanere nell’ombra di quello campano, almeno fin quando al timone ci sarà la famiglia De Laurentiis.

L’ammissione di Capello: “La città meriterebbe la A”

Chi si augura una pronta risalita dei “Galletti” in categorie più consone al loro prestigio, al loro bacino d’utenza e alla loro tradizione è Fabio Capello. In un’intervista concessa al Corriere del Mezzogiorno l’ex calciatore e allenatore – tra le altre – di Roma e Milan ha parlato anche del Bari, confessando di nutrire una sorta di debole per la formazione pugliese. Ecco perché: “Provo simpatia per il Bari, soprattutto per lo stadio e per ciò che ha rappresentato durante i Mondiali del 1990“, ha ammesso Capello. “Credo che una città e un territorio come quello meritino una squadra stabilmente in Serie A“.

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