Interrogatorio di garanzia per i titolari della Ma.De., al centro dell’indagine che coinvolge calciatori e vip. L’avvocato Marco Martini: “I miei assistiti vittime di accanimento mediatico”
Nessuna attività illecita, ma semplici serate mondane per clienti facoltosi: è questa la versione di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, i titolari della Ma.De, la società al centro dell’inchiesta sulla prostituzione a Milano. Oggi la coppia, sottoposta agli arresti domiciliari, è comparsa davanti al Gip Chiara Valori per l’interrogatorio di garanzia. Un colloquio durato circa quattro ore, durante il quale i due hanno risposto punto su punto alle contestazioni. Il loro legale, l’avvocato Marco Martini, si è detto soddisfatto: “Hanno dato delle spiegazioni tecniche e sono stati molto precisi”. Il difensore ha ironizzato sulla descrizione fornita da alcuni media, che hanno dipinto i suoi assistiti come una “coppia diabolica”: “La dottoressa Ronchi è laureata in Economia, Buttini è un geometra. Hanno iniziato dal nulla e hanno creato un mondo che si riferisce all’effimero, con una clientela che spende sei o settemila euro per delle bottiglie di vino. Cose che per loro sono normalissime, come per noi è normale andare a fare la spesa al supermercato”. Secondo la tesi della Procura, però, dietro il paravento della società Ma.De si nascondeva altro. Insieme a due collaboratori, i titolari avrebbero offerto a personaggi facoltosi — tra cui spiccano i nomi di oltre 60 calciatori di Serie A — dei “pacchetti” da migliaia di euro che comprendevano prestazioni sessuali in hotel di lusso. Accuse che la difesa respinge con forza: “Questi due ragazzi sono stati dipinti come sfruttatori di povere donne, ma non erano nemmeno i diretti gestori del personale dipendente, che veniva pagato da altre società”. Il legale ha inoltre annunciato che impugnerà il provvedimento cautelare e il sequestro preventivo da 1,2 milioni di euro. “Tenderei ad escludere che ci siano stati soldi in nero all’estero”, ha aggiunto Martini, lamentando un “accanimento mediatico” che starebbe distruggendo la vita dei suoi assistiti. Mentre Buttini e Ronchi hanno scelto di parlare, i loro collaboratori Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, anche loro indagati, hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

