“Sarebbe noioso e non parlatemi dei pochi italiani”

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Il tecnico dei lariani è tornato a parlare del proprio futuro rivelando le intenzioni sul possibile addio al Como e le possibilità di allenare una squadra in Serie A o la nazionale azzurra

Cesc Fabregas pronto a lasciare il Como per iniziare una nuova avventura con un club italiano o addirittura con la nazionale azzurra? Al momento, la prospettiva pare congelata, ma il tecnico spagnolo non chiude tutte le porte e lascia aperto un, seppur piccolissimo e remoto, spiraglio.

Fabregas premiato a Roma

Reduce dal ko interno contro l’Inter che è costato il momentaneo sorpasso al quarto posto da parte della Juventus, Cesc Fabregas è tornato a parlare del suo futuro. L’occasione è stata il premio Bearzot organizzato US Acli a Roma. D’altronde, l’allenatore del Como resta un tema caldo e che, negli ultimi mesi, ha visto un po’ a tutti spettatori interessati. In tempi non sospetti, infatti, il tecnico spagnolo è stato accostato a diverse big di Serie A, a cominciare da Inter, Roma e Napoli.

Addio al Como non impossibile

Al momento, però, le rive del Lario sembrano potere ospitare Fabregas ancora per un po’. “Cambiare squadra? Sono molto attaccato a questo progetto e spero di restare qui ancora per tanto tempo. Sono molto contento di ciò che si può fare, ma nel calcio non si può mai dire”, ha rivelato l’ex centrocampista, tra le altre, di Arsenal e Barcellona, che ha aggiunto: “L’anno scorso ho scelto di restare, ma è vero che avevo avvisato il presidente perché volevo sapere come lavoravano altre società”.

La stoccata sui pochi italiani del Como

Passando alla questione legata ai pochi italiani nella rosa dei lariani, Fabregas non risparmia una frecciatina: “L’anno scorso avevamo dieci italiani e Goldaniga era tra quelli che giocava di più. Capisco che possano arrivare critiche, ma se l’Italia si fosse qualificata ai Mondiali non credo che qualcuno avrebbe tirato fuori questa questione. Quello che stiamo facendo è costruire un’accademia importante. Questi ragazzi sono il futuro del calcio”.

Appuntamento con la nazionale rimandato

Restando in tema di nazionale e dei tanti estimatori che lo vorrebbero alla guida del nuovo ciclo azzurro, il tecnico spagnolo apre al possibile ruolo da Ct, spiegando però come al momento la cosa sia impossibile: “Io commissario tecnico dell’Italia? Sì, ma non oggi… adesso mi sento troppo allenatore e devo stare tutti i giorni sul campo. Fare il Ct sarebbe una noia. Troppo tempo libero. Magari quando sarò più vecchio, non si sa mai”.

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