Roma, Friedkin e le mosse per l’operazione Champions

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L’allenatore della Roma va oltre la qualificazione nell’Europa che conta: “Nel calcio spesso chi circonda i tecnici non è capace”. Attese modifiche importanti nell’assetto societario

Andrea Pugliese

Giornalista

“Spero che questo traguardo non solo li gratifichi, ma li aiuti a crescere anche come società”. Nell’euforia generale per la qualificazione alla prossima Champions League, Gian Piero Gasperini è come se lavorasse già per il futuro. E in quel futuro, appunto, si aspetta anche una maggiore presenza da parte dei Friedkin, della proprietà giallorossa, come del resto ha evidenziato in più occasioni anche nei giorni scorsi. “I Friedkin sono una proprietà ambiziosa, ma hanno investito sempre tanti soldi senza riuscire ad arrivare mai in Champions – ha aggiunto a Verona il tecnico giallorosso –. Ecco spero che questa coppa ci aiuti a crescere e migliorare sotto ogni aspetto, anche a livello societario”. 

Il nuovo d.s.

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Ed allora quali saranno i prossimi passi dei Friedkin? A Verona l’assenza della proprietà è stata notata da più di qualcuno. Era atteso il vicepresidente Ryan, in Italia oramai da quasi due settimane, ma alla fine al Bentegodi non si è visto. Ed allora la speranza è che fosse impegnato in tutt’altro, magari proprio per costruire la Roma del futuro. Ad iniziare dalla scelta del nuovo direttore sportivo, considerando che il rapporto con Frederic Massara dovrebbe interrompersi a breve, ora che sono finite anche le fatiche agonistiche. Il favorito assoluto resta Tony D’Amico, in uscita dall’Atalanta e pronto a rimettersi a lavorare con Gasperini, con cui ha collaborato già dal 2022 al 2025. I due hanno un ottimo rapporto, nonostante qualche discussione del passato. E i Friedkin puntano proprio a questo, a trovare un direttore che abbia una consolidata empatia con il tecnico. Che in passato ha sempre rimarcato come allenatore e direttore sportivo debbano viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda. E che ieri ai microfoni della Rai è tornato a sottolineare anche la necessità di un ruolo più centrale a livello decisionale per gli allenatori. “Nel nostro calcio spesso chi circonda gli allenatori non è gente capace, competente – le parole di Gasp –. Bisogna far tornare centrali i tecnici e magari le nostre squadre sarebbero migliori e meno vulnerabili. Abbiamo lasciato troppo tempo le squadre in mano a gente che sa poco di calcio”. 

Le altre mosse

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Ma Gasp ha chiesto ai Friedkin di essere più presenti in assoluto, al di là della scelta attuale dei nuovo direttore sportivo. “Quando loro sono qui tutto è più facile e snello. E le scelte sono più rapide, senza intermediari”. Ed allora la speranza è proprio che Dan e Ryan nella prossima stagione passino più tempo a Trigoria, anche per godersi la Champions da vicino. Nei primi tre anni della loro avventura giallorossa erano stati molto presenti ed avevano ovviamente preso anche un appartamento in affitto, ai Parioli. Hanno vissuto la città e lanciato il loro progetto giallorosso. Poi, evidentemente, qualcosa è cambiato nella gestione delle loro cose romaniste. Con la Champions la proprietà conta di far sentire maggiormente la propria vicinanza ad allenatore, squadra ed ambiente. E magari verrà nominato anche un nuovo Ceo, figura che è rimasta vacante dal momento della separazione con Lina Souloukou, il 22 settembre del 2024. Sono passati quasi due anni e non è stata fatta alcuna scelta. Magari presto si interverrà anche lì…



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