Roma, come gioca Gasperini con Mora

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La tecnica sopraffina del portoghese è una garanzia per i prossimi anni. E l’età, del resto, gioca totalmente a suo favore

Alessio D’Urso

Quella che parlano Rodrigo Mora e Paulo Dybala è la stessa lingua: quella dei talenti purissimi. Tra i due si intravede anche un passaggio di testimone destinato però a materializzarsi molto in là, perché la Joya vive i suoi 32 anni con una leggerezza tale da farci pensare possa durare ancora a lungo e il 19enne portoghese, in procinto di vestire la maglia giallorossa, è un jolly raffinato per Gian Piero Gasperini già per il presente e il futuro, da affiancare all’argentino o da piazzare da solo sulla trequarti dietro alle punte. Perché con il gioiello dei Dragoes la Roma si accinge ad aumentare il proprio tasso di pericolosità e la propria dose di qualità nei sedici metri, lungo il sentiero minato del campionato e della Champions. E con Rodrigo, l’altro Dybala giallorosso, ora il tecnico avrà a disposizione molte più opzioni là davanti. 

CON IL MAESTRO

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Gasp è convinto di poter impiegare Mora anche a sinistra, se è vero com’è vero che pure l’esperimento con Malen (trasformato lo scorso gennaio da ala a punta centrale) è andato oltre le aspettative. Sulla trequarti, con Dybala a destra e Mora sull’altro versante, l’olandese si ritroverebbe due uomini-assist d’eccezione che potranno, proprio grazie ai movimenti senza palla di Donyell, aprire autostrade anche per gli esterni di fascia bassa. Perché del resto il portoghese ama giocare tra le linee, dove può ricevere il pallone, dialogare con i compagni e rifinire. E dalla trequarti il 19enne, nel Porto come nella Roma, potrà ispirare il terminale offensivo con un filtrante, spingersi fino in fondo per il cross o andare direttamente al tiro. Non teme del resto le marcature strette, perché il baricentro basso gli consente di essere rapido nei primi metri e difficile da contenere nello stretto. 

NEL FUTURO

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E l’arrivo imminente di Rodrigo, d’altra parte, potrà aprire in corso d’opera la strada ad una Roma con un solo numero 10 alle spalle di due attaccanti, ribaltando il 3-4-2-1 utilizzato finora, in coincidenza con la presenza di Castro e dello stesso Malen. Un’idea tattica diversa sia per questa stagione (Mora e Dybala potranno alternarsi tra campionato e Champions) ma soprattutto in vista dei prossimi anni, quando è presumibile che Paulo ad un certo punto potrà allontanarsi dalla Capitale. La tecnica sopraffina del portoghese è una garanzia per i prossimi anni. E l’età, del resto, gioca totalmente a suo favore. Abituato alle scalate rapidissime (ha esordito nella squadra B del Porto a 15 anni, 8 mesi e 10 giorni, nel 2023, diventando il più giovane debuttante nella storia del calcio professionistico portoghese), Rodrigo può riannodare il filo con i gol della stagione 2024/25 col Porto impreziosita da 12 gol e 4 assist in 40 gare, due delle quali proprio contro la Roma in Europa League. Accanto a quel Dybala che potrà dargli buoni consigli rivedendo in lui il Paulo dei tempi dell’Instituto de Cordoba e di Palermo.



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