
La vittoria ottenuta, non senza difficoltà, nell’esordio nel campionato di Serie A 2026/2027 della Juventus sul campo del Frosinone, ha lasciato strascichi e polemiche. Nel finale di gara, i ciociari di Massimiliano Alvini sono andati vicinissimi al pareggio e solo la traversa gli ha impedito di portare a casa un punto.
Nonostante una buona prima parte di partita, i bianconeri, nell’ultima parte del secondo tempo, sono tornati a mostrare vecchi problemi di tenuta, fisica e, soprattutto, mentale. Segno che Spalletti ha ancora tanto da lavorare, in attesa che venga accontentato anche per quanto riguarda i nuovi innesti.
Di tutto questo, e non solo, abbiamo parlato con uno che la Juventus la conosce come le sue tasche, l’ex bomber Fabrizio Ravanelli, dal 1992 al 1996 in bianconero e autore del gol nella finale di Champions League contro l’Ajax, l’ultima conquistata dal club torinese.
“La Juventus ha giocato un bellissimo primo tempo dove poteva chiudere la partita. Ma negli ultimi venti minuti ha sofferto, la squadra si è allungata e non ha tenuto più le stesse misure. Sono riemersi i vecchi fantasmi. Ha peccato di cinismo sotto porta ed è venuto qualche problema già visto lo scorso anno”.
Nel post partita, hanno fatto molto discutere le parole di Luciano Spalletti (“Kolo Muani ce lo siamo andati a prendere, ma si deve rendere conto che se è due anni che non gioca un motivo ci sarà”) che non è stato per niente tenero con il suo numero 9, reo di aver sprecato diverse occasioni da gol. Ma Ravanelli sta dalla parte del tecnico di Certaldo.
“Non le ritengo inopportune. Il mister conosce bene la temperatura dello spogliatoio e tutti i suoi giocatori, è nelle corde dell’allenatore intervenire in una certa maniera quando lo ritiene opportuno. Spesso si danno giudizi non conoscendo lo spogliatoio e cosa succede lì dentro, siamo sempre un po’ tutti allenatori dall’esterno. Nel calcio ci vuole rispetto, soprattutto per un grande tecnico come Spalletti. Se è intervenuto in quel modo, avrà avuto le sue ragioni e non credo abbia detto niente di catastrofico. Ha solo fatto capire al giocatore che quando si indossa la maglia della Juve ti assumi oneri e onori, bisogna avere personalità e forza di accettare le critiche nei momenti difficili. Quando, poi, arrivano dal tuo allenatore devono essere prese come una spinta per poter dare di più”.
Come detto, Spalletti si aspetta qualcosa anche dagli ultimi giorni di calciomercato. In particolare per quanto riguarda il centrocampo, con lo svincolato Franck Kessie indiziato numero uno per rinforzare il reparto centrale e portare carattere all’interno della rosa.
“Kessie nasce leader. Ma il vero leader lo elegge lo spogliatoio. Ce ne sono stati tanti silenziosi, come Baresi per esempio, che hanno avuto il rispetto di tutti i compagni di squadra sapendo intervenire al momento giusto. In questa Juve manca, ma i giocatori con il loro modo di comportarsi fuori e dentro al campo e negli allenamenti, possono diventarlo all’interno e crescere. La Juve ha bisogno di qualche calciatore che sia in grado di trascinare la squadra e Kessie è uno di questi”.
Infine, abbiamo chiesto a Ravanelli dove può arrivare questa squadra.
“A oggi, la squadra è incompleta. Ci sono tanti calciatori che sono fuori dal progetto. Inoltre, c’è assolutamente bisogno di un esterno basso a sinistra, un centrocampista e un attaccante. La speranza è che la Juve possa regalare un barlume di luce che, per il momento, si intravede soltanto. Con tutte le difficoltà e il lavoro di Spalletti, credo che possano arrivare a conquistare un posto nella prossima edizione della Champions League”, ha concluso a Virgilio Sport.

