“Ciao Igor. Oggi salutiamo l’uomo
prima ancora del calciatore, solo chi ti ha vissuto ci può
capire”. Uno striscione di 60 metri appeso sotto la Curva Nord
gremita ha accolto il feretro di Igor Protti per il suo ultimo
giro di campo allo stadio Armando Picchi. Occhi lucidi, grande
commozione anche in tribuna completamente esaurita per l’addio
all’attaccante.
Poi il coro incessante “Igor Protti capo degli ultrà” tra
bandiere e fumogeni e la gigantografia di Protti in mezzo alla
curva tra applausi scroscianti. All’ingresso del feretro si è
alzata una cortina di fumogeni che ha oscurato il cielo. Dietro
al carro funebre, a passo d’uomo, una rappresentanza nutrita del
gruppo storico delle “Brigate autonome livornesi”. Con loro i
fratelli Alessandro e Cristiano Lucarelli, il sindaco Luca
Salvetti e moltissimi ex giocatori amaranto. Il carro funebre si
è fermato sotto la curva e il feretro è stato ricoperto da una
cascata di sciarpe amaranto. E’ rimasto esposto qualche minuto,
mentre aumentavano i decibel dagli spalti come se Igor Protti
avesse segnato ancora un gol.
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