Il presidente Stirpe in trattativa per la cessione della maggioranza del club a Gamechanger 20, già azionista della squadra inglese: le proprietà italiane resterebbero 7 su 20
Il Frosinone si appresta a diventare americano: il presidente Maurizio Stirpe è in procinto di cedere il club a Gamechanger 20, il fondo USA già padrone dell’Ipswich Town. Ma perché la vecchia, noiosa e tanto bistrattata Serie A continua ad attirare proprietari stranieri?
Un altro fondo USA nella bistrattata Serie A
Un campionato noioso, in cui si gioca un calcio difensivo e antiquato, che snobba i giovani talenti in favore di vecchi campioni in declino, che non è ancora riuscita a fare i conti con il razzismo e gli episodi di violenza da parte dei tifosi: così viene descritta la Serie A dai media italiani e anche da molte testate europee. Eppure, il nostro campionato continua ad attirare capitali stranieri: l’ultimo club sul punto di passare di mano è il Frosinone.
Il Frosinone agli americani dell’Ipswich Town
La società cociara, che ha appena festeggiato il ritorno nel massimo campionato, è infatti sul punto di divenire di proprietà statunitense. Il presidente Maurizio Stirpe è in trattativa avanzata con gli americani di Gamechanger 20 per la cessione della maggioranza delle quote del Frosinone: si tratta di un fondo guidato dall’imprenditore Brett Johnson, che indica nelle “strutturazioni operative e sportive” la propria ragione sociale.
Lo stesso fondo, nel 2021, ha rivelavato la maggioranza delle azioni dell’Ipswich Town, storico club inglese che da qualche anno fa “l’ascensore” tra Championship e Premier League: poche settimane fa ha festeggiato il ritorno nel massimo campionato inglese.
Una Serie A di proprietari stranieri
Se il Frosinone dovesse diventare americano, il numero dei club di Serie A in mano a fondi o proprietari stranieri salirebbe a 13 su 20: le 7 squadre ancora in mano a imprenditori gruppi o italiani sono Juventus, Napoli, Lazio, Torino, Udinese, Lecce e Sassuolo. Una situazione che, nel prossimo futuro, potrebbe cambiare il destino della Serie A: il regolamento della Lega Calcio prevede che le votazioni su alcuni temi vengano decise da una maggioranza qualificata pari a due terzi del totale, ovvero a 14 club. Una soglia ormai vicinissima per i club stranieri.
Perché la Serie A piace ai fondi stranieri
Ma perché i fondi stranieri continuano a investire nella bistrattata Serie A? In primis il prezzo da pagare: rilevare un club italiano costa meno che in uno degli altri 4 top campionati europei. La Serie A viene ancora percepita come un campionato d’elite, avvincente – con rare eccezioni, negli ultimi la corsa scudetto è stata aperta fino alle ultime giornate – e con un passato glorioso a cui, potenzialmente, potrebbe tornare.
La passione dei tifosi italiani è una calamita fortissima: se l’Italia risolvesse alcuni dei suoi problemi – in primis quello degli stadi – potrebbe spiccare il volo e tornare a produrre fatturati che fanno gola ai fondi. Insomma il rapporto tra peso dell’investimento e margine di guadagno è elevato: in fondo è proprio quando le azioni di una società toccano il fondo che è più conveniente comprarle.

