Paleari, numero 1 da Toro: un anno magico tra scherzi e parate

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Tra i pali ha mostrato sicurezza, nello spogliatoio tiene la cassa del gruppo: una stagione da protagonista

Uno da Toro. Che Alberto Paleari avesse lo spirito giusto per vestire la maglia granata lo si era capito subito, da quando arrivò nell’estate del 2024 per affiancare Vanja Milinkovic-Savic. Il campionato appena finito ha dimostrato che il numero 1 che porta sulla maglia non è un caso. Paleari è stato il portiere del Torino per gran parte della stagione, dall’8a giornata di Serie A alla 12a e poi dalla 15a fino alla fine. Non gli era mai capitato di giocare così tanto nel massimo campionato. Ha collezionato 9 clean sheet, come i compagni ha vissuto giornate difficili — su tutte, le due partite contro il Como —, ma il bilancio resta positivo, per quello che ha mostrato in campo e per quello che ha dimostrato fuori. È il “tesoriere” dello spogliatoio — è lui che tiene la cassa con le multe versate dai compagni — ma il suo ruolo va oltre: anche quest’anno ha spronato i compagni, li ha sostenuti, ci ha scherzato. E ha sempre spiegato a tutti cosa significhi giocare in granata. “Siamo comunque il Torino, ricordiamocelo” disse a dicembre, quando la squadra cercava di ripartire dopo un periodo non facile. Coscienza della storia del club e senso di appartenenza sono valori che Alberto incarna e ai quali l’ambiente granata non vuole rinunciare.

segnali

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L’estate scorsa, nel ritiro di Prato allo Stelvio, Paleari aveva mandato i primi segnali. La voglia di migliorarsi è una costante della sua carriera, ma in quelle settimane aveva dimostrato una “fame” fuori dal comune. L’arrivo di Israel non aveva cambiato il suo atteggiamento e così, giorno per giorno, si è conquistato le occasioni. La prima è arrivata in Coppa Italia, quando è stato schierato nei sedicesimi col Pisa e nel finale ha difeso il vantaggio con uno splendido volo su Tramoni. Poi anche in campionato: l’infortunio di Israel contro il Napoli gli ha dato la titolarità contro il Genoa, per una vittoria (2-1) memorabile. Quel giorno Paleari ha fatto due parate strepitose, prima su una punizione di Vitinha sfiorata da Ekuban e poi su Cornet. Ha poi mantenuto la titolarità con Bologna e Pisa, è stato protagonista nel derby d’andata con la Juve, sigillando lo 0-0 con tre interventi su Conceiçao, David e McKennie, prova premiata con il trofeo di uomo del match: “Quella del Torino è una maglia pesante, ma ti dà tanto – avrebbe detto in quei giorni -. Il tifoso è contento se un calciatore non molla mai. Su questo mi sono immedesimato dal primo giorno”.

continuità

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Dopo il breve ritorno di Israel, dall’1-0 contro la Cremonese del 13 dicembre Paleari non ha più lasciato la porta del Torino. Fino al derby di domenica sera, ancora una volta positivo anche se non è arrivata la vittoria. “Il sogno sarebbe stato ribaltarlo — il suo commento —, l’anno prossimo dovremo provare a vincerlo. In questo anno potevo fare meglio in tante cose, sono un esordiente a 33 anni. Sto guardando la serie tv sullo scudetto del 1976 e sentire Cazzaniga mi emoziona: anche lui è entrato in un derby. Quando sono arrivato qui mi ha detto di godermela, che sarebbe stato tutto bellissimo. So cosa ho fatto meglio e cosa ho fatto meno bene, mi sono goduto questa avventura”.



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