Il tecnico azzurro non rivela la formazione anti-Como, si dice soddisfatto della rosa a disposizione anche se non dovesse arrivare nessuno ed elogia i rivali
Non lo ammetterà mai ma se c’è un allenatore che Allegri vorrebbe battere dandogli una lezione, quello è proprio Fabregas. Domani c’è Napoli-Como, prima di due sfide che già possono rivelare qualche verità sul suo Napoli (la prossima è a San Siro con l’Inter) e il tecnico azzurro vorrebbe rivedere la squadra del secondo tempo di Marassi senza l’approccio molle dei primi 45′. Il tema-mercato resta preponderante anche se la sensazione è che non ci saranno altri colpi nei prossimi due giorni: resteranno Lucca e Lang e non arrriverà più nessuno ma l’allenatore è concentrato soprattutto su domani. In 11 minuti di conferenza il conte Max non dice moltissimo ma qualcosa che resta c’è.
Le ruggini tra Fabregas e Allegri
Antiche le ruggini tra Allegri e Fabregas, colpa delle scaramucce della passata stagione, sia all’andata che, soprattutto, al ritorno. Dopo il ko dell’andata il tecnico del Como fu graffiante: “Quando fai 700 passaggi e il Milan 200 non è normale, chi ama il calcio lo sa. No no, 1-3 Milan. Il ‘risultatismo’, a voi piace tanto. Otto volte su dieci la vinciamo noi del Como”. Peggio al ritorno quando chiese un secondo giallo su Saelemaekers, impedì una ripartenza degli avversari con un mezzo tackle e scatenò una rissa negli spogliatoi. Pagò solo Allegri con un rosso mentre lo spagnolo fece ammenda nel post-gara: “Chiedo scusa perché ho fatto una cosa di cui non sono orgoglioso, ho fatto una cosa antisportiva. Non possiamo fare questo. Una cosa che spero di non fare mai più”.
Al mea culpa del tecnico del Como, Allegri replicò: “Si è scusato? Ho capito, allora se la prossima volta parte uno lungo la linea, faccio una scivolata ed entro anch’io. Sono andato lì per difendere Saelemaekers, il giocatore ha avuto una reazione e in quel momento lì mi è venuto incontro uno del Como, non so chi è, ma non è successo niente. Quando si sta in campo bisogna essere rispettosi verso l’arbitro e verso le squadre. C’è stato uno scambio tra allenatori. È un tecnico molto giovane. Gli auguro di vincere tanto in carriera perché ha tutte le qualità per farlo”.
L’elogio del gioco maschio
Non dice nulla se giocheranno Vergara e De Bruyne che sono stati decisivi a Marassi (“Le partite sono sempre diverse una dall’altra e bisogna essere bravi a interpretarle”), approva le linee guida di Orsato con riferimento implicito anche al gol del belga tanto contestato che sembra un richiamo al Nanni Moretti di Palombella rossa: “Ci sono state delle migliorie, quella dei 5 secondi sui falli laterali e i 7 secondi per l’angolo, migliorano il tempo effettivo, il calcio poi è un gioco maschio, non possiamo togliere i contrasti, altrimenti diventa un’altra cosa, dove non c’è contatto”
Il pensiero sul mercato
Sul mercato solito disco: “Sono contento della rosa, abbiamo anche problemi di lista e mettere giocatori che non migliorano il livello già alto della squadra non ha senso”. Dopo un passaggio sull’addio di Leao che ebbe lo scorso anno al Milan (“Fa parte del mercato, Rafa ha fatto ottimi anni al Milan, ha ritenuto opportuno andar via”) l’ultima domanda è proprio sulle parole di scuse ribadite ieri in conferenza da Fabregas: “Quello che è successo l’anno scorso succederà ancora perché la tensione delle gare porta a qualche litigio ma finisce lì, domani non è Allegri contro Fabregas ma Napoli contro Como, lui è un ottimo allenatore”.

