
Ci siamo, l’attesa è davvero finita. Questa sera, alle ore 21, prenderà il via la Champions League, edizione 2026/2027, per l’Inter campione d’Italia in carica. Esordio di fuoco sul campo del Real Madrid del grande ex José Mourinho. Un tecnico che evoca sempre bei ricordi alla parte nerazzurra di Milano, vista la conquista del triplete nella stagione 2009/2010, chiusa proprio con la conquista della coppa dalle grandi orecchie a Madrid, battendo il Bayern Monaco grazie alla doppietta di Diego Milito.
Chi conosce bene lo Special One è Ernesto Paolillo, esperto dirigente e all’epoca amministratore delegato dell’Inter del presidente Massimo Moratti. E l’affetto per il portoghese, nonostante gli anni passati, non si è affievolito.
“Stimo tantissimo Mourinho. Anche se quando è andato via da noi non ha raccolto grandi successi, resta sempre un numero uno. Mi aspetto una partita molto dura, visto che loro avranno voglia di dimostrare in Champions che non sono quelli visti nella Liga (sconfitti per 1-0 a Siviglia sul campo del Betis, ndr). E poi, sarà emotiva. Anche se questi giocatori non c’erano allora, sono sempre a contatto con i vecchi calciatori che hanno fatto la storia recente dell’Inter, all’interno della società vivono l’atmosfera e la gioia del 2010. Mou realizzò una grandissima cosa, il Triplete, e credo sia emozionato anche lui. Ma quando l’arbitro fischierà l’inizio della partita, tutto passerà in secondo piano e si cercherà di raggiungere il risultato sperato”.
Come detto, ne è passata di acqua sotto i ponti, ma le rose di Mourinho e Chivu, essendo profondamente diversi, hanno una cosa in comune, come sottolinea Paolillo.
“Sono due squadre differenti, sia dal punto di vista tattico che di caratteristiche dei giocatori. Se pensiamo solo all’attacco, Eto’o e Milito sono agli antipodi rispetto a Lautaro Martinez e Marcus Thuram. Entrambe coppie fortissime, ma non paragonabili. Discorso diverso per lo spirito, si assomigliano molto. Il 3-2 contro il Napoli del weekend scorso, mi ha fatto venire in mente una partita che Mourinho ricorderà certamente: il 2-1 di Kiev contro la Dinamo negli ottavi di finale della Champions nell’anno del triplete. Perdevamo 1-0, gol di Shevchenko, fino al minuto 86, poi Milito e Sneijder ribaltarono il risultato in 180 secondi”.
Per concludere, abbiamo chiesto a Paolillo un giudizio sul tecnico che ha conquistato lo Scudetto nella corsa stagione alla prima stagione all’Inter e, contestualmente, anche il percorso che possono fare i meneghini in questa edizione della Champions, vista anche la cocente eliminazione ai playoff della scorsa edizione per mano del Bodo/Glimt.
“Chivu sta dimostrando di aver appreso e imparato molto di come si allena una squadra e lo sta facendo alla grande. E l’Inter non è lontana dalle top europee. Dipende da tante cose, ma mi sembrano maturi per un grande risultato. Io ci conto”, ha concluso a Virgilio Sport.
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