Scomparso a 91 anni il tecnico che firmò lo storico tricolore della squadra gialloblù nel 1985 e che nel ’90 inflisse una sconfitta storica alla corazzata rossonera
Il calcio italiano piange Osvaldo Bagnoli, giocatore e poi allenatore di diverse squadre in serie A, ma che ha legato il suo nome soprattutto allo storico scudetto dell’Hellas Verona della stagione 1984/85. Bagnoli era sulla panchina dell’Hellas anche nel giorno della “Fatal Verona” per il Milan di Silvio Berlusconi.
Morto Bagnoli, tecnico dello scudetto del Verona
È morto Osvaldo Bagnoli, campione d’Italia col Milan da giocatore negli anni ’50 divenuto poi un apprezzato allenatore di diverse squadre dalla serie C alla serie A, tra cui Genoa e Inter. Il suo nome, però, è legato a doppio filo all’Hellas Verona, sulla cui panchina sedette dall’estate del 1981 a quella del 1990, conducendo i gialloblù al punto più alto della loro storia, l’indimenticabile scudetto della stagione ’84-’85: in una serie A zeppa di campioni senza tempo, da Maradona a Zico, da Rumenigge a Platini, fu l’Hellas di Garella, Briegel, capitan Tricella, Di Gennaro, Fanna, Elkjaer e Galderisi a laurearsi campione d’Italia.
Un’impresa in stile Leicester, possiamo dire oggi, assolutamente unica nel panorama di un calcio italiano in cui il gap tra le grandi e le piccole era sicuramente ridotto rispetto ad oggi, ma nel quale trionfare, per una provinciale, rappresentava comunque un miracolo.
Bagnoli e la “Fatal Verona” per il Milan
Il nome di Bagnoli è legato anche a Milano – era nato alla Bovisa, area da cui derivò il suo soprannome di “Mago della Bovisa” – e al Milan, squadra con cui vinse a 22 anni il suo unico scudetto da calciatore (nel ’57) e che poi lasciò proprio per il Verona, con cui retrocesse in serie B. In carriera, da centrocampista, ha poi giocato anche per Udinese, Catanzaro, Spal e Verbania.
Divenuto allenatore, Bagnoli inflisse proprio al Milan una delle sconfitte più amare della storia rossonera: c’era lui sulla panchina dell’Hellas il 22 aprile del 1990, il giorno della “Fatal Verona”, quando i gialloblù si imposero per 2-1 al Bentegodi sulla squadra di Arrigo Sacchi, aiutando il Napoli a conquistare il suo secondo scudetto.
Bagnoli e il no di Berlusconi “perché comunista”
E la storia del Milan si intrecciò con quella di Bagnoli anche due anni dopo, al termine del clamoroso biennio del tecnico milanese sulla panchina del Genoa, condotto prima allo storico 4° posto in serie A (miglior piazzamento nel dopoguerra per il Grifone) e poi, nella stagione ’91-’92, a una entusiasmante cavalcata in Coppa Uefa, con la vittoria sul Liverpool ad Anfield Road nei quarti e la sconfitta in semifinale contro l’Ajax.
Risultati che spinsero Silvio Berlusconi a valutare Bagnoli per la panchina del Milan: “si disse che non mi volle perché ero comunista – raccontò con ironia lo stesso Bagnoli in una recente intervista al Corsera – ma si sbagliava. Ero socialista come mio padre…”.
L’Inter e il ritiro dal calcio
Bagnoli finì all’Inter, ottenendo un secondo posto nel ’92-’93 e poi chiudendo con l’esonero a febbraio del ’94 non solo la sua avventura in nerazzurro, ma anche da allenatore. A 59 anni decise di ritirarsi, rifiutando diverse offerte e facendo ritorno a Verona, città in cui si è spento oggi e che non lo dimenticherà mai.

