Il portiere è fresco di rinnovo (molto laborioso) fino al 2031, che però potrebbe non bastare a trattenerlo se venissero a mancare due di quelli che lui reputa capisaldi
L’ambizione detta le scelte di vita. Succede in tutti i campi professionali. Se poi, oltre ai progetti cui si vuole dare forma, c’è anche una persona di riferimento, una figura di fiducia, allora gli ingredienti ci sono tutti. Per Mike Maignan è stato così. Il francese la scorsa estate, quando era immerso nei propri pensieri e, in tutta onestà, si vedeva molto più lontano dal Milan che al suo interno, ha trovato un punto fermo in Allegri. Mike, reduce da una stagione dove a Milanello erano saltate le regole – lo scenario peggiore possibile per uno perfezionista e ambizioso come lui -, ha visto nell’allenatore l’uomo d’ordine che cercava. Un tecnico capace di ripristinare fin dal primo giorno molta chiarezza all’interno del gruppo, e che aveva dedicato al portiere parecchio tempo per capire le sue esigenze e illustrargli il progetto che a sua volta gli era stato presentato dal club. Un anno dopo, quella che pareva pietra è diventata acqua: a Milanello e soprattutto Casa Milan tutto scorre, sì, ma in quale direzione? Per adesso non è dato sapere.
vertici
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Maignan è come i mercati finanziari: patisce l’incertezza, e quando c’è incertezza arrivano le perdite. Ecco, il Diavolo rischia di perdere lui, che osserva tutto con attenzione e fondamentalmente riflette intorno a due fattori: la Champions e Allegri. Per Mike devono esserci entrambi. Il francese d’altronde non ha mai – legittimamente – nascosto di puntare ai vertici del calcio europeo e la firma – la sudatissima firma – sul rinnovo di contratto indica che quei vertici li vorrebbe raggiungere in rossonero. Ai suoi occhi, la mancata partecipazione nella stagione attuale alla coppa più importante, deve restare un’eccezione. Non inganni quindi il fresco prolungamento fino al 2031. Quando ha messo il suo autografo al quarto piano di via Aldo Rossi Maignan non aveva dubbi che il Milan sarebbe arrivato almeno quarto. E non aveva dubbi nemmeno sul fatto che con Allegri era stato aperto un ciclo molto interessante. Adesso quei dubbi ci sono entrambi.
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progetto e fascia
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Gli è stato parecchio col fiato sul collo, Max, nell’estate 2025. C’è stato anche un momento in cui il francese aveva detto sì al Chelsea, e se il Milan fosse riuscito a trovare l’accordo economico con i Blues adesso non staremmo più parlando di Mike. Poi ha fatto irruzione Allegri, che alla dirigenza ha chiarito essenzialmente un concetto: per riaprire un ciclo virtuoso, bisogna ripartire da quelli come Maignan. Nel frattempo ha lavorato dietro le quinte col diretto interessato, spiegandogli l’importanza e la centralità che aveva per lui. Confermandogli che avrebbe mantenuto sul braccio la fascia da capitano. La ciliegina è stata l’arrivo di Claudio Filippi, che era con Allegri ai tempi juventini e di cui Maignan si è subito professionalmente innamorato. Una figura che per lui è stata molto più di un semplice preparatore dei portieri. Non è casuale che il rendimento del francese sia (ri)salito ai livelli dei tempi migliori in rossonero (ovviamente al netto di quest’ultimo periodo in cui non si salva nessuno). Adesso però tornano a cantare le sirene d’Oltremanica. Il Chelsea non ha mai dimenticato Mike, anche se per il momento siamo a una semplice fase informativa, chiamiamola di approfondimento. Ma, in base a come finirà la stagione rossonera, potrebbe diventare molto di più. La bilancia di Maignan però potrebbe non pendere del tutto verso i Blues: okay il fascino della Premier League, ma da quelle parti il prossimo anno non si giocherà la Champions.
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