Milan Futuro a Navarro: chi è il nuovo allenatore

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Il nuovo allenatore della seconda squadra, che rimarrà in D, in carriera è stato anche responsabile di un settore giovanile modello come quello di Bilbao

Formazione del talento e visione metodologica. Il Milan Futuro, dopo la separazione con Oddo, riparte da uno spagnolo: Sergio Navarro. Andaluso, 46 anni, ha giocato a calcio fino a 26, tra Tercera Division (la quarta serie spagnola) e vari campionati regionali. Poi ha cambiato strada, dedicandosi anima e corpo alla crescita dei giovani. Una scelta che, evidentemente, gli ha dato ragione. Con il fiore all’occhiello delle tre stagioni all’Athletic Bilbao come responsabile del settore giovanile – dove ha lavorato a stretto contatto anche con i fratelli Williams – Navarro si prepara a vivere il salto più importante della sua carriera sulla panchina della seconda squadra rossonera. Lo farà con una missione ben precisa, condivisa con il club: i risultati vengono dopo. Prima c’è la formazione. L’obiettivo è costruire i Bartesaghi, Camarda e Jimenez del futuro.

allenatore specializzato

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Il Milan non ha mai smesso di credere nel progetto della seconda squadra. Al quarto piano di Casa Milan nessuno ha mai preso in considerazione l’idea di chiuderlo, nonostante una retrocessione in Serie D che, agli occhi di molti tifosi, è sembrata un fallimento senza appello. In realtà Kirovski, responsabile di Milan Futuro, sta lavorando fianco a fianco con Vergine, responsabile del settore giovanile rossonero, per correggere gli errori dei primi due anni e dare finalmente una direzione precisa al progetto. E sulla scelta di Navarro, Kirovski si è espresso senza troppi giri di parole: “La scelta di Sergio è per noi l’ideale connubio tra il profilo di un tecnico che già conosce il professionismo e che, soprattutto, si è focalizzato sulla formazione di giovani calciatori in un contesto di eccellenza a livello europeo, caratteristiche che riteniamo ideali per impostare insieme il lavoro del nostro progetto, che ha come obiettivo principale la crescita del talento”. La nuova visione parte proprio da qui: correggere ciò che non ha funzionato, senza trasformare ogni domenica in un processo. Vincere fa piacere, certo. Ma se per farlo bisogna sacrificare la crescita dei giovani, allora non è quello il punto. E affidarsi a un tecnico che della formazione ha fatto la propria specialità, a differenza di Bonera e Oddo, è già un primo segnale.

molteplicità di ruoli

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Ciò che colpisce maggiormente di Navarro è il suo percorso. In carriera ha fatto praticamente tutto: allenatore di prime squadre, collaboratore tecnico, responsabile dei settori giovanili e uomo di metodologia. Ha lavorato in Spagna, Russia, Ucraina e Ungheria, passando da club come Rubin Kazan, Debrecen e Karpaty Lviv. L’esperienza più significativa, però, resta quella all’Athletic Bilbao, dove è stato Academy Manager di Lezama, una delle cantere più prestigiose d’Europa. Un luogo in cui il talento non è un dettaglio ma il centro di tutto. Interessante anche il ruolo ricoperto al Villarreal, dove guidava l’area metodologica del settore giovanile. Tradotto: definiva un’identità di gioco comune per tutte le squadre, organizzava il lavoro degli allenatori, stabiliva principi e contenuti delle sedute, coordinava le riunioni e seguiva da vicino la crescita dei ragazzi. Non solo in campo, ma anche fuori. È anche per questo che il Milan gli ha affidato la panchina del Futuro: perché porta in dote competenze trasversali e una visione ampia. L’idea è che la seconda squadra smetta di essere un semplice passaggio intermedio e diventi davvero un ponte verso la porta dei grandi di Milanello.

i casi barça e bayern

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Coordinamento degli staff, cultura della cantera, sviluppo del talento, collaborazione con scouting, analisi dati e area tecnica: Navarro dovrà essere un po’ tutto questo. Dal 14 luglio, giorno del raduno, avrà anche un altro compito: cambiare la percezione esterna di Milan Futuro. La squadra giocherà tra i dilettanti, è vero, ma la categoria conta fino a un certo punto. Anzi, per come ragiona il club conta molto meno di quanto si pensi. Basta guardare cosa succede all’estero. Il Barcellona B, negli ultimi due anni, è retrocesso nella Serie D spagnola e quest’anno ha mancato il ritorno in Serie C. Eppure ha continuato a sfornare giocatori per la prima squadra, senza che il risultato della squadra riserve diventasse un dramma nazionale. Lo stesso vale per il Bayern Monaco II, che milita stabilmente in quarta serie tedesca dal 2021-22. Nel frattempo ha contribuito alla crescita di giocatori come Aleksandar Pavlovic e Josip Stanisic, senza dimenticare Musiala e Karl, arrivati direttamente dal vivaio alla squadra di Neuer e compagni. Il modello del nuovo Milan Futuro, in fondo, è questo. Pensare un po’ meno alla classifica e un po’ di più al ragazzo. Perché una promozione fa notizia per una stagione. Un campione cresciuto in casa può cambiarne dieci.



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