Mercoledì l’esordio contro l’Inter. Dialogo con i compagni, movimenti e letture tattiche: il portoghese può cambiare l’identità della squadra
È solo un’amichevole, ma l’attesa è tanta. Mercoledì a Perth il Milan affronterà l’Inter e il test in Australia sarà soprattutto l’occasione per scoprire Gonçalo Ramos, il grande acquisto della campagna estiva, strappato al Psg con un assegno da 70 milioni di euro. L’attaccante portoghese si è aggregato ai compagni solo da qualche giorno, dopo le fatiche del Mondiale, e Ruben Amorim lo utilizzerà solo per una porzione di partita. Al massimo un tempo, dice la logica. Ma la domanda già da un mese rende i tifosi rossoneri impazienti: cosa può dare Ramos a questo Milan? E ancora, come il tecnico intende impiegarlo per sfruttarne i pregi e coprirne i difetti?
Gioco
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Sul ruolo non ci sono dubbi: Gonçalo sarà l’unica punta nel 3-4-2-1 di Amorim. Non si pensi, però, al centravanti limitato all’area di rigore. Ramos, infatti, ha tecnica e intelligenza per lavorare per la squadra anche sulla trequarti. Come? Venendo incontro, smistando palloni e, soprattutto, aprendo spazi per gli inserimenti dei due trequartisti o dei laterali a tutta fascia. Al contrario, il portoghese non eccelle nell’attacco della profondità. Poco male, se si pensa che l’intenzione di Amorim è quella di tenere la squadra molto alta, comandando il gioco e schiacciando, dunque, gli avversari nella loro metà campo.
triangolo d’oro
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Ramos sarà il vertice di un triangolo che il tecnico vede molto stretto con i due trequartisti/ali. E proprio il dialogo in spazi ristretti è quello su cui l’attacco del Milan lavorerà da qui all’inizio della stagione per esaltare le qualità dell’ex Psg. Non a caso, con Pulisic e Nkunku in rosa, i rossoneri stanno cercando un altro giocatore mancino più portato a entrare nel campo piuttosto che ad allungare sull’esterno. Ecco, in questa ottica si capisce come la cessione di Rafa Leao – molto meno portato al gioco nello stretto – non sia valutata come un dramma, ma anzi un’opportunità dalla dirigenza, a meno di cambiare impostazione tattica al reparto avanzato.
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finalizzazione
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Ramos sa dialogare molto bene, ma ha anche una qualità eccezionale: la rapidità e la precisione del tiro, anche da fuori. Se in area i suoi numeri sono “normali”, non va sottovalutata la capacità di stoppare e concludere dopo un breve scambio con un compagno di squadra, pure dai 20-25 metri. Insomma, non aspettatevi un centravanti alla Gyokeres, per citare forse il nome che meglio ha fatto con Amorim in panchina. Lo svedese fu formidabile allo Sporting con il tecnico portoghese, ma Ramos è un giocatore diverso. Amorim lo sa e dal derby contro l’Inter di mercoledì lo scopriranno anche i tifosi del Milan.
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