Milan, Cardinale e il suo team: Calvelli, Almstadt, Gardiner, i dirigenti

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Il numero uno di RedBird avrà un ruolo più operativo, intorno a lui un team di lavoro: Calvelli ad, il tedesco si occuperà di acquisti e cessioni, Gardiner e Lomonte riferimenti sportivi

Alessandra Gozzini e Marco Guidi




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Il nuovo Milan prende forma. Un castello di nomi, ruoli e competenze. In cima c’è ovviamente Gerry Cardinale, proprietario del club: come ha spiegato più volte, sarà direttamente coinvolto e operativo. Un primo cambio di strategia: non delegherà più a uomini di fiducia ma interverrà in prima persona. Se Cardinale decide, dietro ci sarà comunque una struttura che lavorerà in team al fine di sostenere squadra e allenatore. La costruzione di un Milan finalmente competitivo è l’obiettivo primario, con il club che ha scelto Amorim come nuovo architetto: un tecnico moderno e giochista. Che ha vinto in Portogallo e deluso in Premier: comunque un’esperienza formativa. Cardinale conosce le esigenze e le richieste del nuovo allenatore e per soddisfarle ha scelto di impostare un organigramma piuttosto snello, con ambiti di azione definiti e collegati l’uno con l’altro. Un incastro di operatività, analisi e fattibilità finanziaria. Non un uomo solo al comando, ma un gruppo di lavoro. Con un modello di riferimento preciso: il Liverpool, di cui Cardinale è stato per anni il secondo maggiore azionista. Un modello ambizioso ma che Gerry può vantarsi di aver conosciuto da molto vicino.

struttura sportiva

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Il mercato avanza e al vertice delle trattative rossonere ci sarà Hendrik Almstadt, direttore del player trading e cioè delle attività di compravendita. A sostenerlo nell’attività di individuazione dei profili funzionali e vicini alle richieste dell’allenatore Bobby Gardiner, promosso a direttore della Football Intelligence. Giovani e non solo, esplorando tutti i campionati europei: il nuovo Milan avrà bisogno di rinforzi in tutti i reparti. Sarà anche il dirigente sportivo più vicino ad Amorim, con cui potrà confrontarsi sulle esigenze e i temi più strettamente tecnici. Sarà lui a supervisionare anche analisi dei dati e scouting, area che sarà supervisionata da Donato Lomonte, per anzianità rossonera il dirigente più longevo. Potrà a sua volta cogliere i suggerimenti di otto osservatori con occhi puntati in tutto il mondo ma con particolare divisione geografica: Inghilterra, Francia, Argentina, Paesi Bassi, Belgio, ovviamente Italia. Non finisce qui: entrerà una figura già individuata di analisi video e supporto sportivo, tecnicamente un Head of Recruitment Analysis. Una volta definita la struttura, il mercato, in entrata e in uscita, potrà finalmente entrare nel vivo. 

milan autosostenibile

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Nell’idea di Cardinale, ma anche di Amorim, la squadra ha già una base di partenza solida e attrezzata per puntare alla Champions, a maggior ragione se rafforzata con ulteriori innesti. Fosse per il proprietario del club, resterebbero tutti i big: Maignan, Rabiot e ovviamente Modric. Leao si è chiamato fuori da solo, per quanto riguarda gli altri il club è pronto a resistere alle lusinghe di eventuali corteggiatori (sicuramente il Napoli di Allegri per Rabiot): il Milan auto-sostenibile, anche se privato dei ricchi incassi della qualificazione Champions, vorrebbe che i suoi giocatori più rappresentativi restassero tutti. C’è poi la volontà della controparte che potrà avere un ruolo. Se ci saranno richieste di cessione, dovranno anche arrivare offerte adeguate. Diverso il caso Modric, che ha un’opzione di rinnovo annuale. Cardinale gli ha espressamente chiesto di restare rossonero: deciderà dopo il Mondiale.

gli uomini di jerry

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Parallela, ma anche complementare, è la struttura di RedBird concentrata sulla quotidianità del club. Sarà Massimo Calvelli a subentrare a Furlani nel ruolo di amministratore delegato. Altri manager del fondo saranno di supporto al Milan: sulla scrivania di David Castelblanco, braccio destro di Gerry in RedBird sul fronte degli investimenti, arriveranno anche i file relativi alla squadra. E poi ecco Ibra, consulente della proprietà. Sopra le parti Paolo Scaroni, che resta presidente.

milan futuro e vivaio

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Poi c’è il Futuro con la F maiuscola. Il Milan della squadra B impegnato nel campionato dilettanti. Jovan Kirovski, coinvolto fin dall’inizio nel progetto da Ibra, continuerà a gestire lo sviluppo dei giovani giocatori, destinati sia a Milan Futuro che alle altre squadre di ragazzi. Responsabile del vivaio resta Vincenzo Vergine.



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