La centralità del croato nel progetto non è in discussione, ma a 41 anni non potrà più giocare tutti i minuti. Ma il tecnico ha già studiato una serie di soluzioni su cui lavorare
Ruben Amorim vuole risolvere la Modric-dipendenza che il Milan aveva lo scorso anno. Il fuoriclasse croato è considerato un elemento fondamentale per la squadra perché garantisce qualità alla circolazione della palla, mette al servizio del gruppo la sua leadership e sa come aiutare il gruppo nei momenti difficili. Ha alle spalle una carriera pazzesca e 34 trofei vinti. Per questo il tecnico portoghese ha festeggiato quando Luka ha comunicato ufficialmente la sua volontà di rinnovare di un altro anno il suo contratto con il Diavolo. Al tempo stesso però l’ex allenatore del Manchester United è consapevole che il croato tra una settimana compirà 41 anni e che va “preservato”. Ovvero che non potrà giocare tutte le partite in una stagione che per il Milan prevedrà anche l’impegno il giovedì sera in Europa League. Per questo i suoi uomini devono imparare… a cavarsela anche quando il Pallone d’oro non sarà in campo. In quest’ottica è fondamentale la crescita a livello di rendimento di Jashari, per il qualche Amorim stravede, la conferma sul livello del precampionato e delle prime due giornate di Musah, ma anche l’utilizzo (se necessario) di Rabiot tra i due mediani e il lancio di Comotto, uno che per caratteristiche può assomigliare a Luka. Detto con tutto il rispetto per il campione croato e con tutte le “precauzioni” necessarie per la crescita di un talento di 18 anni come il figlio d’arte.

