“Mancini? Una sceneggiata”. Collovati critica Malagò, rimpiange Baldini e svela l’inesperienza di Maldini

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“Classica sceneggiata all’italiana”, non trova altre parole Collovati per descrivere la caotica situazione che ha portato Mancini a tornare a essere ct della Nazionale italiana e Ranieri come dt al posto di Maldini

Non cessano le polemiche sulla “nuova” Italia di Giovanni Malagò, che dopo giorni di confusione, tentativi andati a vuoto e gli addii lampo di Paolo Maldini e Leonardo per il veto su Andrea Pirlo è ripartita da Roberto Mancini. Una scelta giunta al termine di quella che a Fanpage Fulvio Collovati ha definito “una classica sceneggiata all’italiana”.

Collovati: “Fatta la classica sceneggiata all’italiana”

Prima doveva essere Ancelotti, poi Guardiola. In seguito si era improvvisamente virati su Andrea Pirlo, la cui bocciatura ha comportato l’addio di Maldini e Leonardo, con Malagò che alla fine – dopo tutto questo girotondo di nomi – ha finalmente consegnato le chiavi della Nazionale a Mancini, quella che sin dall’inizio era apparsa la sua volontà.

Un nuovo ciclo – che da certi punti di vista sa di ritorno al passato – nato dopo una serie di figuracce che si sarebbero potute benissimo risparmiare e che in un’intervista a Fanpage Collovati non ha che potuto definire una sceneggiata: “È stata una scelta dettata anche dall’amicizia profonda che c’è tra Malagò e Mancini. Nel calcio succede anche questo. La Lega di Serie A voleva Conte, Maldini invece puntava su Pirlo. Alla fine abbiamo sfiorato il grottesco: prima Guardiola, poi Ancelotti, poi altri nomi… Se Malagò voleva davvero Mancini, poteva nominarlo subito. Non c’era bisogno di tutto questo. Abbiamo fatto la classica sceneggiata all’italiana.

Sì. È vero che c’era questa questione legata alle scommesse e alla Russia, ma non penso che potesse impedirgli di fare il commissario tecnico della Nazionale. Secondo me è stato un pretesto. Evidentemente Pirlo non convinceva fino in fondo i vertici federali. Si voleva un grande nome fin dall’inizio. Queste sono tutte scelte di Malagò. È lui che ha indirizzato questo percorso. Se l’idea era quella, bastava dirlo subito e risparmiare venti giorni di confusione”.

Collovati: “Maldini ha pagato un po’ d’inesperienza”

Proprio il rapido passaggio da nomi illustri come quelli di Guardiola e Ancelotti a quello di un allenatore ancora senza grande esperienza come Pirlo e poi la sua stroncatura che hanno portato all’addio di Maldini e Leonardo hanno rappresentato senza dubbio il culmine di tutta questa sceneggiata e creato qualche dispiacere nei tifosi che vedevano in Paolo la persona giusta per rilanciare il calcio italiano.

L’esperienza di soli 17 giorni da dt della Nazionale secondo Collovati è però figlia un po’ anche dell’inesperienza della bandiera rossonera, che prima di essere scelto da Malagò aveva ricoperto un ruolo dirigenziale solamente al Milan dal 2018 al 2023: “Nessuno mette in dubbio le sue qualità da campione e il valore della sua carriera. Da dirigente, però, probabilmente ha pagato un po’ di inesperienza. Si è impuntato su Pirlo, è stato molto intransigente e il rapporto si è rotto quasi subito”.

Il rimpianto Baldini, per Collovati avrebbe meritato una promozione

Maldini che poi è stato sostituito da Ranieri, un nome accolto con favore dall’opinione pubblica ma che ha alimentato la sensazione che Malagò abbia voluto affidarsi a persone a lui vicine, scelta che ovviamente ha portato subito all’esclusione di Silvio Baldini, che secondo Collovati avrebbe meritato una promozione: “Claudio è una persona per bene ed è anche un amico. Però siamo sempre lì: si resta nel giro del circolo degli amici. Mi chiedo, ad esempio, perché non venga dato maggiore spazio a chi ha fatto molto bene con le Nazionali giovanili, come Baldini. Forse una promozione l’avrebbe meritata”.

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