Come annunciato da Malagò, Mancini sarà il nuovo ct della Nazionale italiana. Capello guida la schiera dei contrari: “Incredibile che possa tornare dopo quello che ha fatto”
L’illusione di cambiamento in casa Italia è durato appena 16 giorni. Il neo presidente della Figc Giovanni Malagò era riuscito a convincere Maldini e Leonardo a prendere in manco il Club Italia. Prima i tentativi per Ancelotti (più blandi), poi per Guardiola, che hanno fatto illudere tutti, poi la scelta ricaduta su Andrea Pirlo. Tanti dubbi sul fatto se fosse pronto o meno a un incarico di questo peso specifico, ma i dubbi sono stati tolti dalla vicenda con la società di scommesse russa Fonbet. Un caso che è diventato politico, spingendo l’allenatore a parlare della vicenda sui social e a portare la politica sportiva rimuoverlo dalla rosa dei candidati.
Decisione che ovviamente non ha trovato d’accordo Maldini e Leonardo che hanno deciso di dimettersi a poco più di due settimane di distanza dalla nomina. Ora Malagò, al consiglio federale, ha annunciato che Roberto Mancini sarà il nuovo ct della Nazionale, come ha sempre voluto lui fin dall’inizio, pur affermando che sarebbe stato scelto dal consiglio allargato con i due dimissionari. Una decisione che però fa contenti in pochi.
Italia, Capello e la questione ct: “Un gran pasticcio”
A guidare la schiera di addetti ai lavori poco convinti dalla scelta di Roberto Mancini, c’è Fabio Capello. L’ex allenatore, alla Gazzetta delo Sport, ha espresso i suoi forti dubbi circa la situazione che si è creata negli ultimi giorni: “È stato un gran pasticcio. Secondo me è chiaro che, per non accettare Pirlo come allenatore della Nazionale, si è andati a fondo cercando di trovare delle cose contro di lui“. Un comportamento che inevitabilmente non poteva che portare alle dimissioni delle due figure assunte pochi giorni prima proprio per prendere una decisione sul ct: “Me lo aspettavo che Maldini e Leonardo avrebbero dato le dimissioni, non sentendosi liberi di fare ciò che pensano sia importante per risollevare la Nazionale. In un certo senso, dopo aver promesso tanto, si sono sentiti usati. Erano assolutamente due profili giusti per il ruolo. Avrebbero battuto una strada nuova, diversa, fuori dai canoni normali. Pirlo? Sarebbe stata una cosa nuova. Alla Juventus non aveva fatto male, ci si è dimenticati immediatamente“.
Capello boccia Mancini: “Incredibile che possa tornare”
E poi Capello passa a parlare della questione Mancini: “Adesso però torniamo su delle persone che hanno già fatto l’allenatore della Nazionale. Mi sembra una cosa incredibile che Mancini possa tornare sulla panchina azzurra dopo averla lasciata in quella maniera”. La ferita ancora aperta a cui si riferisce è l’addio dell’allenatore alla Nazionale. Nonostante fosse stato confermato dopo la sconfitta contro la Macedonia del Nord e il secondo Mondiale saltato consecutivamente dall’Italia, Mancini aveva deciso di lasciare la Nazionale, otto giorni dopo essere stato nominato anche coordinatore delle nazionali U20 e U21. Alla fine di quell’agosto turbolento, Mancini ha firmato con la nazionale saudita: “Come si fa a lasciare la Nazionale senza nessun motivo per andare a prendere i soldi in Arabia Saudita?”. Capello ribadisce: “Attenzione, non discuto la bravura di Mancini come tecnico, ma quello che ha fatto, secondo me, è molto grave“.
“Leonardo e Maldini si sono fatti prendere in giro da Guardiola. Conte l’unico ct”
Capello poi dice la sua su chi preferirebbe: “Per me resta solo Antonio Conte, che è un ottimo allenatore. Nel suo biennio aveva fatto quello che ci si aspetta da un commissario tecnico della Nazionale e lui lo fa sempre attraverso i risultati. L’unica cosa che conta con l’Italia è vincere. Il resto sono tutte filosofie che ci si inventa”. Capello torna poi a parlare di un unico appunto da fare a Maldini e Leonardo: “È quello di aver cercato di scalare l’Everest con le ciaspole: si sapeva che Guardiola avrebbe detto di no e loro si sono fatti un po’ trascinare dal fatto di essere liberi di scegliere. Anzi, secondo me si sono fatti prendere in giro. Ha fatto degli incontri quasi per perdere tempo, penso che non avrebbe mai accettato. Me l’aspettavo. Quando ho sentito il nome di Guardiola mi sono detto: è un’utopia…”.

