Lautaro finalmente eroe ai Mondiali, Messi infinito, Tuchel combina un disastro 

ALL calcio
6 Min Read

Il capitano dell’Inter decisivo anche in Coppa del Mondo mentre Leo prende per mano la Selecciòn in una gara segnata anche dagli errori del c.t. della Nazionale dei Tre Leoni

Si aspettavano Leo Messi, i tifosi dell’Argentina, e l’hanno avuto, ma alla fine è Lautaro Martinez a mettere la firma sulla sfida con l’Inghilterra: il capitano dell’Inter è finalmente decisivo ai Mondiali per la Selecciòn, così come era già stato in Copa America. Il suo gol in semifinale punisce il difensivismo del c.t. degli inglesi Thomas Tuchel, che rinnega sé stesso, e decide la battaglia di Atlanta, iniziata già con i fischi agli inni nazionali.

Argentina, Lautaro finalmente eroe ai Mondiali

Lautaro Martinez aveva iniziato la semifinale contro l’Inghilterra in panchina, come l’ottavo contro l’Egitto e il quarto contro la Svizzera. E come in quelle partite, anche ad Atlanta il capitano dell’Inter ha trovato il modo di incidere, stavolta in maniera decisiva: con l’Egitto aveva servito l’assist per il 3-2 di Enzo Fernandez, con la Svizzera aveva chiuso i conti con la rete del 3-1; contro gli inglesi, invece, s’è cucito addosso il ruolo dell’eroe, con l’incornata che è valsa il sorpasso a Jude Bellingham e compagni. Un gol così Lautaro l’aspettava da tempo, da quattro anni, da quel Mondiale in Qatar vinto ma da comprimario anche a causa di condizioni fisiche tutt’altro che perfette, senza mai essere decisivo nei momenti chiave. Cosa che, invece, gli era riuscita nella Copa America 2024, con la rete in finale contro la Colombia. Ma i Mondiali, si sa, sono un’altra cosa.

Argentina, Messi non tradisce

A servire al capitano dell’Inter il pallone della vittoria, ovviamente, è stato Leo Messi, salito in cattedra – ancora una volta – quando l’Argentina aveva più bisogno di lui. Con la Selecciòn sotto nel punteggio, Messi ha iniziato a macinare gioco, a inventare, a muoversi e a far piovere nell’area inglese palloni velenosi. Col suo movimento ha liberato campo e tiro per l’1-1 di Enzo Fernandez (85′). Poi, al 92′, la giocata del campione: dopo una partita a spaventare gli inglesi col suo sinistro, è andato sul destro, il suo piede debole, servendo a Lautaro un gioiello da far brillare davanti ai tifosi dell’Argentina. Una perla, l’ennesima, di un Mondiale favoloso del 39enne, capace, insieme a Lautaro, di risolvere una semifinale che è stata più di una partita.

Inghilterra-Argentina, battaglia degli inni

La rivalità storica, i riferimenti alla guerra delle Falkland-Malvinas, il ricordo della “mano de dios” firmata da Diego Armando Maradona, mai digerita dagli inglesi. L’avvicinamento ad Inghilterra-Argentina, edizione 2026, non è stato quello di una partita qualunque e, ovviamente, la partita stessa non poteva che essere segnata da un’atmosfera tesa, elettrica, esplosa già prima del via, al momento degli inni nazionali. Ad Atlanta, i tifosi dell’Argentina coprono con i propri canti l’esecuzione di “God Save The Queen”, immediata la risposta dei fan inglesi, che subissano di fischi l’inno dei sudamericani. Poi la gara inizia e la battaglia si trasferisce in campo.

L’aggressività della Selecciòn

L’elettricità, nel primo tempo, è in realtà tutta dell’Argentina. Leo Messi è l’unico a galleggiare col solito passo compassato, in attesa della palla buona da giocare, i suoi compagni sono indemoniati nell’aggredire gli inglesi: i contrasti sono decisi, spigolosi, soprattutto su Jude Bellingham, il più temuto dalla Selecciòn. Il primo ammonito è un inglese, Elliot Anderson, per un’entrata dura su Messi, poi i cartellini gialli piovono sui due centrali di Scaloni, entrambi per falli tattici: Lisandro Martinez su Rogers, poi, nella ripresa, Romero su Bellingham.

Inghilterra, il disastro di Tuchel

A rompere l’inerzia in mano alla Selecciòn è poi arrivato il guizzo di Gordon (55′), seguito però dal disastro tattico di Thomas Tuchel. Dopo il vantaggio il c.t. tedesco, uno degli alfieri del calcio offensivo in Europa, ha rinnegato sé stesso, arretrando sempre di più il baricentro della sua squadra di fronte alla crescente aggressività dell’Argentina e a un Messi sempre più al centro della scena. Prima ha inserito Konsa, un difensore, per Gordon, avanzando il terzino James a centrocampo; poi, prima del crollo inglese, la doppia mossa in stile catenaccio che, di fatto, ha segnato la resa della Nazionale dei Tre Leoni: il colosso Burn e O’Reilly, due difensori, per James e Rice.

Arroccata dietro, l’Inghilterra s’è sgretolata di fronte alla garra della Selecciòn e ai guizzi del suo fuoriclasse più grande.

TAGGED:
Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *