la prima volta di Messi, l’antidoping, Baggio, i filmati di Maradona e la carezza a Lautaro

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La Pulce non ha mai affrontato i britannici in carriera ma ha voglia di continuare a scrivere la storia, l’elogio della sofferenza e l’ammissione sulla Svizzera

Non era ancora nato Lionel Messi quando il 22 giugno del 1986 Maradona scrisse la storia all’Azteca in Inghilterra-Argentina, quarti di finale dei Mondiali messicani, ma quelle immagini e quei gol li ha visti e rivisti come tutti gli argenini. Mercoledì tocca a lui provare a scrivere un nuovo capitolo di una sfida eterna e per lui sarà la prima volta contro gli inglesi. La Pulce si confessa tra la consapevolezza che la sua nazionale ha ancora qualche problema e la fiducia nel gruppo.

La quinta volta per l’Argentina

Messi si gode il momento: l’Argentina per la quinta volta consecutiva in un torneo importante giocherà dal primo all’ultimo giorno di competizione. È felice per Julián Alvarez e Lautaro Martínez, i marcatori dei gol di qualificazione contro la Svizzera. Li accompagna e festeggia con loro, senza rubare la scena. Perché la sua maniera di vivere la leadership è quella di un uomo comune, ma sa bene che sarà ancora una volta lui a doversi caricare il peso sulle spalle in questa partita di particolare significato emotivo per gli argentini.

Mai prima contro l’Inghilterra per Messi

“È una partita speciale. Perché è la prima volta: ho giocato contro tutti tranne l’Inghilterra. Ed è speciale perché è una squadra grande, è una potenza ed è sempre bello giocare contro squadre così. Partite di questo tipo sono anche più una semifinale di Coppa del Mondo. Quindi ora cercate di riposare perché veniamo da molta accumulazione, molta usura e il gruppo lo sente. E cercare di arrivare nelle condizioni migliori per fare ciò che stiamo facendo: competere. Vedo i filmati del passato, della partita dell’86, che gli argentini guardano e rivivono sempre. Questo gruppo è abituato a giocare a prescindere dall’avversario”.

E’ stato l’ultimo a lasciare lo stadio la Pulce dopo il sofferto successo sulla Svizzera. Ha dovuto recarsi al controllo antidoping e poi fermarsi più volte- persino dando la maglia a Roberto Baggio, nel lungo corridoio che portava all’autobus dove si trovava il resto della squadra, in attesa di una cena che era stata ritardata di diverse ore a causa dei supplementari e dei festeggiamenti con i tifosi e le loro famiglie in campo.

L’elogio del gruppo e gli applausi a Julian e Lautaro

Per la prima volta in questi Mondiali è rimasto all’asciutto (anche se comunque ha lasciato il segno: vinti 10 dei suoi 15 duelli, 101 tocchi di palla effettuati, sei passaggi chiave; undici cross), ci hanno pensato Julian Alvarez e Lautaro nei supplementari: “Julian ha segnato un grande gol, ma non è la prima volta. Ne ha fatti già diversi. Quindi la verità è che è stato un grande gol, ha un tiro molto bello e l’ha dimostrato. Lo dimostra da molto tempo all’Atlético Madrid: quest’anno ha segnato molti gol simili… Anche Lautaro ha segnato un gol. Entrambi ne avevamo bisogno in questo modo. Quindi sono molto felice per tutti”.

Messi sarà il primo calciatore argentino a giocare tre semifinali di una Coppa del Mondo: “La verità è che è impressionante che l’Argentina sia di nuovo in semifinale, che siamo tra i primi quattro… Questo gruppo non si stanca di continuare a fare la storia, di continuare a desiderare di più, questo gruppo compete e non smette mai di insistere, di volere di più, di continuare a essere al livello dei migliori. Quello che ha fatto questo gruppo non è normale. Per essere campione del mondo, vincere due Copa America e raggiungere di nuovo una semifinale. Non è normale ed è per questo che devi godertelo“. Non manca infine qualche critica per le difficoltà contro una buona Svizzera: “Abbiamo dovuto soffrire anche questa volta, perché ci siamo chiusi troppo. L’espulsione ha cambiato la partita“.

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