La Milano di Allegri tra cibo, partite e salette riservate

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Tutti i posti del cuore dove Max si rilassa o va… per guardarsi le partite. I racconti delle sue serate: “Mangia con eleganza, quasi con disciplina, è sempre ironico e se c’è da fare una foto…”

Massimiliano Allegri vive la vita come allena: in perfetto equilibrio. In campo e a tavola. Poco sale, qualche calice di vino (senza esagerare), contorni salutari e poi lei, la bistecca, l’unica a cui non rinuncia mai. Un po’ come la difesa a tre. Il cuore pulsante della sua Milano batte in zona Brera. La casa, rispetto al primo ciclo rossonero, si è spostata di un paio di chilometri verso Moscova. Insomma, può cambiare anche l’indirizzo, ma non le abitudini. Chi lo conosce bene lo racconta come uno metodico anche fuori dal campo. Il calcio lo tallona dalle sette di mattina fino a mezzanotte e gli svaghi sono ridotti al minimo sindacale. Ci sarebbero i cavalli, grande passione, ma all’ippodromo lo si è visto una primavera fa, quando non era ancora l’allenatore del Milan. Un ringraziamento speciale, però, Allegri lo deve ad Adriano Galliani: il suo vero cicerone culinario della “Milanobene”. Locali storici, dove Max entra come uno qualsiasi. A volte in mezzo alla gente – magari davanti alla statua di un cavallo -, altre in salette riservate a guardarsi le partite. La sua Milano si descrive in un raggio di cinque chilometri: da Brera a San Siro. Dentro, c’è tutto.

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