Dopo Guardiola e Ancelotti ancheThiago Motta ha declinato l’offerta di Maldini e Malagò, Palladino bocciato, al ct dell’Under 21 fatali le critiche ai presidenti
E’ stato un parto lungo e doloroso ma quello di Andrea Pirlo, il prescelto (salvo sorprese) per prendere il posto di Gattuso sulla bollente panchina dell’Italia non era nè la prima, nè la seconda, nè la terza scelta della Figc. Il Corriere dello sport rivela un retroscena sui tanti no che hanno dovuto incassare Maldini e Malagò, rivelando che oltre a Guardiola e Ancelotti c’erano anche altri prospetti in ballo.
Quanti no per Maldini e Malagò
Il braccio di ferro a più mani alla fine ha visto prevalere la linea-Maldini: Pirlo doveva essere e Pirlo sarà ma il percorso per arrivare al “maestro” è stato tortuoso. Malagò voleva Mancini, la Lega di A spingeva per Conte (entrambi bocciati da Maldini e Leonardo): la sintesi suggestiva è stata quella di provare invano a convincere Ancelotti e Guardiola. Ma non sono stati gli unici approcci. Ancelotti ha scelto di rimanere in Brasile, Guardiola ci ha pensato su ma alla fine ha detto no, grazie.
Il rifiuto di Thiago Motta
Oltre al rifiuto di Gigi Buffon, cui sarebbero stati poteri anche superiori rispetto alla sua precedente esperienza come team-manager della Nazionale, il Corriere dello sport scrive che ci sarebbe stato un contatto anche con Thiago Motta. L’ex tecnico di Bologna e Juve avrebbe gentilmente declinato. Della lista faceva parte anche Palladino ma la sua candidatura è tramontata presto.
Il veto su Silvio Baldini
Si è pensato anche a Silvio Baldini, che nelle sue due partite da ct ad interim contro Lussemburgo e Grecia aveva fatto “innamorare” i tifosi e che piace al popolo per la sua schiettezza ma il veto è partito energico dalla Lega di Serie A. Il ct dell’Under 21, ai loro occhi, è reo di aver dato dei “lestofanti” ai presidenti dei club, prigionieri di interessi e procuratori. Non restava che Pirlo, la grande scommessa di Maldini.

