Dalla fumata nera per Khalaili alle parole sul blitz del Chelsea per Palestra, fino all’analisi sulla corsa scudetto e al messaggio alla Figc: tutti i temi affrontati da Marotta
Marotta e Chivu presentano la nuova stagione dell’Inter al Bper Training Centre di Appiano Gentile, ma per i tifosi nerazzurri la conferenza stampa si apre subito con una brutta notizia: è definitivamente saltato l’affare Khalaili. La fascia destra si sta rivelando un’autentica maledizione dopo il caso dell’israeliano e la precedente clamorosa retromarcia di Palestra. Proprio su quest’ultima operazione il presidente ha fatto chiarezza, raccontando come sono andate davvero le cose.
Inter, l’annuncio di Marotta: “Khalaili è saltato”
Niente da fare: la corsia destra resta scoperta dopo la cessione di Dumfries al Real Madrid e le trattative sfumate per Palestra e Khalaili. Dopo i problemi emersi in seguito alle visite mediche sostenute dal terzino israeliano, che hanno reso necessari ulteriori accertamenti, il pessimismo era aumentato. Ora non ci sono più dubbi: il giocatore dell’Union Saint-Gilloise, seguito anche da Napoli e Como, non potrà giocare in Italia.
“In questi minuti ci è stato comunicato che non ha superato l’esame di idoneità – ha annunciato Marotta –. In Italia la tutela della salute è regolata da norme molto severe e noi dobbiamo attenerci. Lo comunichiamo con grande rammarico, ma adesso penseremo alle alternative”. Nessuna fretta, però. “Manca ancora un mese e mezzo alla fine del mercato e l’anno scorso abbiamo definito Akanji il 31 agosto. È una sessione più complicata rispetto al passato, perché circolano cifre esagerate. Piero Ausilio è bravo, sa quello che deve fare e lo farà nel migliore dei modi, nel minor tempo possibile”.
Perché è sfumato Palestra: la verità di Marotta
Marotta è tornato anche sull’affare Palestra, che sembrava ormai definito. L’Inter aveva trovato l’accordo sia con l’Atalanta sia con il giocatore, prima del blitz del Chelsea che ha fatto saltare tutto. “Non siamo stati noi a tirarci indietro. La scelta di vita, criticabile o meno, è stata di Palestra, che è venuto meno a un impegno verbale”, ha spiegato il presidente nerazzurro.
La stoccata è stata però rivolta soprattutto al procuratore del terzino, Alessandro Lucci: “Il suo agente avrebbe potuto avere un ruolo più incisivo… Alla fine ci siamo dovuti arrendere. Ormai i procuratori hanno un peso sempre maggiore e noi ci troviamo a confrontarci con dinamiche che finiscono per condizionare i trasferimenti”.
Il vantaggio di Milan e Juve e il messaggio a Malagò
Tra le rivali per lo scudetto, Marotta individua Milan e Juventus come le squadre da tenere maggiormente d’occhio. “Perché non parteciperanno alla Champions League e questo può rappresentare un vantaggio nel campionato”, ha spiegato il presidente dell’Inter. Poi il discorso si è spostato sulla Nazionale e sul nuovo ct che non è stato ancora individuato. Marotta non ha fatto nomi, ma ha espresso piena fiducia nella nuova struttura federale.
“Il 70% degli aventi diritto al voto ha indicato Malagò come presidente della Figc. Dall’alto della sua esperienza ha scelto di affidare un ruolo direttivo e strategico a due figure importanti come Maldini e Leonardo. Sono certo che sapranno prendere decisioni intelligenti nell’interesse di un’Italia che ha bisogno di ritrovare prestigio”. Infine il messaggio alla Federazione: “L’Italia fuori dai Mondiali ci rattrista. Vogliamo che la nostra Nazionale torni a raggiungere risultati all’altezza della sua storia. Il calcio italiano è consapevole di questa esigenza ed è ancora più disponibile a fare la propria parte”.

