Juventus-Milan, Amorim insoddisfatto: “Pretendo di più”. Spalletti prende tempo su Kolo Muani: “Vediamo a fine stagione”

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Dopo l’1-1 dell’Allianz Stadium, Spalletti conferma la sua fiducia in Kolo Muani e rilancia le ambizioni della Juventus. Amorim analizza senza alibi la prova del Milan e chiede ai suoi giocatori maggiore qualità e personalità.

Juventus e Milan si dividono la posta al termine di un big match che ha messo a confronto non soltanto due squadre, ma anche due idee e due allenatori. Luciano Spalletti rivendica l’atteggiamento della sua Juventus, pur indicando nella gestione del possesso uno degli aspetti da correggere. Ruben Amorim, invece, sceglie la strada dell’onestà e riconosce che il Milan non ha disputato una delle sue migliori partite. Nel post partita, però, entrambi guardano oltre il risultato e individuano ciò che manca ai rispettivi gruppi per compiere un ulteriore passo avanti. E mentre Spalletti conferma pubblicamente la sua fiducia in Kolo Muani, Amorim lancia un messaggio altrettanto chiaro ai suoi giocatori: serve molto di più.

Spalletti rivendica la prova della Juventus, Amorim parte dall’onestà

Il punto conquistato contro il Milan non soddisfa completamente né Juventus né rossoneri, ma dalle parole dei due allenatori emerge soprattutto una differenza di prospettiva. Luciano Spalletti sceglie di partire dall’atteggiamento dei suoi e dalla capacità di non smarrire l’identità anche nei momenti complicati: “Noi la partita l’abbiamo fatta, la Juventus è stata sempre a pressare tentando di alzare il ritmo e il volume della partita”. Ruben Amorim, invece, non cerca attenuanti e fotografa con grande lucidità una serata al di sotto delle aspettative: “Non meritavamo di vincere: se siamo onesti, penso che la Juventus non meritasse di perdere”. Due letture diverse dello stesso 1-1, ma entrambe utili per capire cosa passa nella testa dei due tecnici dopo un big match che lascia più domande che certezze.

Spalletti: “Non dobbiamo chiedere permesso”, Amorim chiede di più

Il punto centrale del discorso di Spalletti è la personalità, soprattutto quando il livello della partita si alza e non basta più giocare bene per portare a casa il risultato. Il tecnico bianconero vuole una Juventus capace di andare a prendersi ciò che ritiene di meritare, senza timori reverenziali: “Non dobbiamo chiedere permesso in queste partite perché dobbiamo prenderci quello che dobbiamo prenderci”. Una frase che racconta bene la mentalità che Spalletti vuole trasmettere alla squadra, anche se lo stesso allenatore individua margini di miglioramento nella costruzione e nelle scelte durante il possesso. Amorim, sul fronte opposto, è altrettanto esigente ma parte da una constatazione più severa: “Oggi non siamo stati bravi nei fondamentali”, spiegando che ricezione, passaggio, movimento e coraggio con la palla sono aspetti sui quali il Milan deve ancora crescere.

Il “carro” di Kolo Muani e la scommessa di Spalletti

Il passaggio più curioso e significativo dell’intervista di Spalletti arriva quando il discorso si sposta su Kolo Muani, protagonista di un’altra prestazione complicata. Il tecnico bianconero, però, non arretra di un centimetro e trasforma la fiducia nel francese in una vera e propria scommessa personale: “Sono sul carro Kolo Muani e ci rimango. Vedremo alla fine dove ci avrà portato questo carro”. Spalletti ricorda di essere stato proprio lui a indicarlo come punta e non vuole cambiare idea dopo le prime difficoltà: “Sono salito quando sono andato a sceglierlo come punta e ora ci rimango”. Il messaggio è chiaro: nessuna bocciatura dopo tre giornate, perché il giudizio sul francese arriverà soltanto a fine campionato, quando secondo Spalletti si potrà capire davvero dove avrà portato quel “carro”.

Amorim ammette i limiti ma difende il percorso: “Pretendo di più”

Anche Amorim non si limita a giudicare il risultato e individua ciò che ancora non funziona nel suo Milan, soprattutto quando la squadra perde il controllo del pallone e si espone alle transizioni. Il portoghese, però, invita anche a contestualizzare la prestazione ricordando che il gruppo lavora insieme da appena due mesi e che cambiare mentalità e modo di giocare richiede tempo. Non vuole comunque che questa diventi una giustificazione: “Non voglio essere troppo negativo con i miei giocatori, ma ovviamente io pretendo di più e anche loro vogliono di più”. È qui che le parole dei due allenatori finiscono per incontrarsi: Spalletti pretende dalla Juventus la personalità per prendersi ciò che vuole, Amorim chiede al Milan maggiore qualità e coraggio per trasformare le proprie idee in fatti. Dopo il pareggio dell’Allianz Stadium, entrambi sembrano avere già individuato la strada da percorrere.

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