Juve, Spalletti-Elkann è un legame sempre più solido

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In dieci mesi il patron della Juve e il tecnico hanno dimostrato grande sintonia, testimoniata anche dalla presenza fianco a fianco in panchina per l’amichevole contro la Next Gen e confermata dalle parole sul futuro

In origine fu un abbraccio, l’ultima immagine è fatta di sorrisi e risate sulla panchina dell’Allianz Stadium, durante il primo tempo dell’amichevole tra la Juve e la Next Gen. In poco meno di dieci mesi John Elkann e Luciano Spalletti hanno costruito un rapporto solido e diretto. Fatto di dialogo continuo, messaggi, confronti e scambi di opinioni: “forte”, insomma, per usare le stesse parole di ieri dell’ad di Exor. E la sintonia appare evidente anche dalle dichiarazioni dei due dopo l’ultimo test in famiglia, che vanno in direzione di una squadra che non nasconde l’ambizione di tornare a vincere, ma senza dimenticare di essere nel pieno di una fase di ricostruzione.

la genesi del rapporto spalletti-elkann

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Che il legame tra il patron della Juve e l’ex ct della Nazionale fosse diverso rispetto a quelli avuti dalla proprietà con i tecnici del passato si era intuito già dalla loro prima uscita pubblica: 20 gennaio, teatro Regio di Torino, in occasione di un evento dedicato alla memoria di Gianluca Vialli. Cordialità, sorrisi, strette di mano e pure un abbraccio tra i due: in una sola parola, feeling. Confermato con un rinnovo di contratto per il tecnico arrivato nonostante non fosse ancora stato raggiunto l’obiettivo minimo del quarto posto e dalle parole di investitura di John Elkann per Spalletti nella lettera agli azionisti Exor (“Ha portato nuova energia nello spogliatoio, restituendo fame e determinazione a vincere”). Fino alla decisione di puntare sul tecnico nella battaglia con l’ormai ex ad Damien Comolli. 

le parole di john elkann e il segnale per spalletti

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Vittoria è comunque un concetto che entrambi hanno ben chiaro come prospettiva futura, ma con una sfumatura diversa rispetto al passato. “Come ha detto lui oggi ragionando sul futuro, dobbiamo avere il pensiero di tornare a vincere”, disse l’allenatore della Juve in riferimento al patron già nel dicembre scorso. E ieri, nell’intervista a Sky dopo la partita contro la Next Gen, l’Ingegnere ha parlato di “ambizione di tornare a vincere”, ma ha pure sottolineato come il club attraversi “una fase di ricostruzione”. Concetti diversi rispetto a quelli di appena 365 giorni prima, quando aveva lanciato questo messaggio ai tifosi bianconeri: “L’obiettivo è vincere, come sempre”. Sembra una sfumatura, ma in realtà è un altro segnale in direzione dell’allenatore. Con le sue parole, infatti, John Elkann ha alleggerito un po’ la pressione su squadra e tecnico, consapevole, causa mancanza degli introiti della Champions League, di non aver potuto accontentare completamente Spalletti nella richiesta di inserire in rosa profili di provata esperienza internazionale e già abituati al successo. Vincere, alla Juve, resta l’unica cosa che conta. Ma per John Elkann e Spalletti ora ha una prospettiva temporale diversa.



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