Juve-Kolo Muani, Di Canio spiega qual è il programma. Il dubbio su Hutchinson, neo acquisto del Milan

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L’ex attaccante biancoceleste analizza il momento del bomber francese alla Juve e punge il neo milanista Hutchinson: dubbi su atteggiamento, maturità e rendimento.

Prima Kolo Muani, e il momento complicato alla Juventus, poi Omari Hutchinson, il nuovo rinforzo offensivo del Milan. Paolo Di Canio inizia la stagione televisiva a SkySport con un doppio affondo. Durante il dibattito al Club di Sky, l’ex attaccante si è soffermato su due giocatori che, per ragioni diverse, sono destinati a essere osservati con grande attenzione nelle prossime settimane.

Cosa ha Kolo Muani

Nel caso del centravanti francese, l’ex attaccante individua un possibile problema soprattutto mentale. Una lettura che parte dalle recenti difficoltà di Kolo Muani sotto porta e si collega direttamente alle dichiarazioni di Luciano Spalletti dopo la gara di Frosinone. Il tecnico bianconero aveva infatti pungolato pubblicamente il suo attaccante, ricordandogli quanto sia necessario ritrovare continuità e concretezza.

“Forse si è accomodato un attimo”. Di Canio parte da un punto preciso: la nuova condizione di Kolo Muani all’interno della Juventus. Rispetto alla sua prima esperienza in bianconero, il francese è tornato con uno status diverso, con maggiori responsabilità e, soprattutto, con la consapevolezza di essere uno dei riferimenti offensivi della squadra.

Sostiene infine Di Canio: “Ho il dubbio che Kolo Muani si senta contento e troppo tranquillo. Non c’è manco Vlahovic, si sente forte e nel ruolo, forse si è accomodato un attimo. Spalletti con quelle dichiarazioni ha prevenuto e gli ha dato uno schiaffettino per svegliarlo”

Bergomi vede un Kolo Muani triste

Di tutt’altro avviso Beppe Bergomi, che nello studio di Sky ha interpretato diversamente il linguaggio del corpo dell’attaccante juventino: “In campo lo vedo triste e preoccupato, come se gli pesasse questa responsabilità che ha addosso. Non gioca sciolto”

Per Bergomi, dunque, non sarebbe una questione di eccessiva tranquillità, bensì il contrario: Kolo Muani potrebbe sentire il peso delle aspettative. Un attaccante chiamato a diventare un punto di riferimento, che nelle prime uscite non è ancora riuscito a trovare quella naturalezza che lo aveva caratterizzato in altri momenti della sua carriera.

Di Canio non ci sta: “Non è triste”

La replica di Di Canio è però immediata. Secondo l’ex attaccante, il confronto con la prima parentesi juventina è la chiave per capire il cambiamento. Infatti, per Di Canio, Kolo Muani sta pagando una perdita di quella reattività che gli permetteva di essere devastante negli spazi e immediato nelle scelte: “Quando arrivò la prima volta doveva conquistarsi il trono e non aveva nulla da perdere. Era reattivo e lucido. Non è triste ora, voleva tornare alla Juve. Si dispera perché sa che può fare meglio dopo il rimpallo davanti alla porta ieri contro il Parma. A Frosinone ancora peggio, sbaglia perché aspetta la palla fino alla fine davanti alla porta, è lento e dozzinale”

La fiducia di Spalletti resta totale

La strigliata, però, non equivale a una bocciatura. Anzi. Nei giorni successivi Spalletti ha voluto chiarire pubblicamente la propria posizione, parlando di “totale fiducia” nelle qualità di Kolo Muani e ricordando l’importanza dell’investimento fatto dalla Juventus.

Il tecnico ha spiegato di aver rivolto al francese anche numerosi complimenti, soffermandosi sulla sua capacità di venire incontro alla squadra, attaccare lo spazio e giocare anche lontano dalla porta. Il problema, secondo Spalletti, riguarda soprattutto la continuità: Kolo Muani ha bisogno di giocare con regolarità per ritrovare completamente ritmo e incisività.

Poi il Milan: i dubbi su Hutchinson

Dalla Juventus si passa poi al Milan. Di Canio sposta l’attenzione su Omari Hutchinson, talento inglese classe 2003 destinato a rinforzare il reparto offensivo rossonero. Il dubbio di Di Canio riguarda soprattutto il passaggio dalla promessa al calciatore pienamente formato. Hutchinson ha qualità evidenti: velocità, dribbling e intraprendenza. Nell’ultimo periodo ha inoltre mostrato una maggiore applicazione anche nella fase senza pallone, caratteristica fondamentale per un giocatore offensivo chiamato a inserirsi in un calcio sempre più esigente sul piano collettivo.

Il giocatore, nazionale inglese di origini giamaicane, è un mancino rapido e creativo, capace di giocare su entrambe le fasce e sulla trequarti. La sua crescita è passata attraverso Arsenal e Chelsea, prima dell’esplosione all’Ipswich e del successivo trasferimento al Nottingham Forest. Il Milan lo ha individuato come uno dei profili per aumentare imprevedibilità e qualità nell’uno contro uno.

Ma Di Canio, pur riconoscendone il talento, ha evidenziato una perplessità legata alla sua maturità: “Ho dubbi su Hutchinson, nuovo acquisto del Milan. Ho voci secondo cui è giocherellone e bambinone. Del resto ha cambiato 4 settori giovanili …”

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