Juve, Bremer e Spalletti: il loro rapporto e il mercato

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Il tecnico bianconero contava che il brasiliano potesse migliorare notevolmente nell’impostazione dell’azione, ma ciò non è avvenuto. E adesso…

Fabio Russo

Giornalista

È il difensore più forte nella rosa della Juve, eppure è considerato sacrificabile, anche perché le sue caratteristiche non corrispondono appieno a quelle preferite da Luciano Spalletti per il ruolo di centrale. Il paradosso Bremer fa discutere i tifosi juventini: leader, punto di riferimento dello spogliatoio, voglioso di restare a Torino per provare a vincere con la maglia della Vecchia Signora, il brasiliano non è ritenuto così centrale nel futuro progetto tecnico. La Juve lo valuta almeno 40 milioni, il Bayern continua il pressing e una domanda si impone: cos’è che Spalletti non apprezza del modo di giocare del suo centrale?

bremer e i rilievi di spalletti

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Per capirlo, basta riprendere una frase che il tecnico toscano aveva rilasciato pochi mesi dopo il suo arrivo sulla panchina bianconera. “Bremer è un giocatore fortissimo in tutte le sue espressioni, che deve migliorare quando ha palla tra i piedi dove ha potenzialità enormi – aveva detto a gennaio -. Ti affetta in un attimo i reparti avversari”. Nei mesi successivi, però, Spalletti si è reso conto che il brasiliano non è mai riuscito a fare passi in avanti sul piano dell’impostazione del gioco, rimanendo un centrale affidabilissimo in marcatura e nelle letture, ma peccando in un fondamentale determinante per il modo di gestire la manovra richiesto dall’ex ct della Nazionale. Così, a fine stagione, l’allenatore della Juve non ha risparmiato critiche ai suoi centrali, aprendo le porte al mercato. “Noi abbiamo Bremer e Kelly che sono due grandi difensori di qualità individuali, che hanno tutto il meglio nel duello, nella forza e nel difendere, ma magari nell’impostare, nella qualità di andare a giocare e creare concedono qualcosa – aveva detto dopo il pari contro il Verona -. Non è la loro caratteristica. Sono qualità, bisogna conviverci”.

i numeri di bremer in impostazione

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E i numeri non mentono. Il 29enne brasiliano, secondo le statistiche di DataMb, è nel 90esimo percentile per duelli vinti (ovvero solo il 10% dei difensori dei migliori sette campionati europei gli è superiore), ma registra dati mediocri quando si tratta di impostare: è nel 62esimo percentile per precisione nei passaggi in avanti, nel 54esimo percentile per passaggi progressivi completati (cioè quelli che riducono la distanza tra palla e porta di almeno il 20%) e addirittura nel 43esimo percentile per conduzioni progressive (ovvero azioni in cui un calciatore avanza palla al piede guadagnando spazio significativo verso la porta avversaria). Nel calcio che ha in testa Spalletti saper marcare non basta più per un difensore centrale: ecco spiegato il paradosso Bremer.



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