Il CT chiarisce la discussa “fuga” del 2023 verso l’Arabia Saudita e assicura: “Voglio vincere altri trofei attraverso il gioco”. Le parole del DT e il messaggio del capitano.
Il giorno delle scuse, ma anche quello delle promesse. E degli annunci. La nuova avventura di Roberto Mancini da CT azzurro comincia al fianco di due vecchi amici: Giovanni Malagò e Claudio Ranieri. Nella conferenza di insediamento del commissario e del direttore tecnico dell’Italia c’è spazio per il passato, col doveroso chiarimento sulla “fuga” ferragostana del 2023, per il presente – con una serie di riflessioni generali sulla situazione del calcio tricolore – e anche per il futuro, con diverse dichiarazioni d’intenti su come migliorare il quadro generale. Molto ottimista il CT quando parla di volontà di vincere titoli, da centrare attraverso un bel gioco.
Mancini, l’addio per l’Arabia e il chiarimento con Gravina
“Tre anni fa ci fu un problema di comunicazione tra me e il presidente Gravina, se ci fossimo parlati prima e meglio avremmo probabilmente risolto”, la premessa del Mancio. “Mi è dispiaciuto molto, per me la maglia della Nazionale è sempre stata molto importante. Per me è come aver perso l’amore della mia vita, significa che ho sbagliato e che quello che era stato fatto prima non contava nulla. Il destino mi ha dato un’altra opportunità grazie al presidente Malagò. Sono qui per riportare l’Italia dove merita“. Quindi gli obiettivi: “A prescindere da quello che è successo nel 2023, l’obiettivo è sempre vincere e giocar bene. Sono convinto che i giocatori ci siano e che siano bravi, soprattutto giovani”.
I trofei, i giovani e il desiderio di Mancini sulle Under
Con Gravina, assicura Mancini, è tutto risolto: “L’ho fatto in passato, la responsabilità è stata la mia. Se ci fossimo parlati prima forse avremmo chiarito”. Quindi sui trofei da portare a casa e da aggiungere agli Europei del 2021: “Voglio vincere un trofeo importante, magari anche due. E poi rimanere anche più tempo della durata del mio contratto se possibile”. Tutto il Sistema Italia dovrebbe uniformarsi per stile di gioco: “Le Under dovrebbero giocare tutte lo stesso modulo, dalla Under 18 in su. Per me già a 18 anni si possono lanciare i giocatori bravi e per questo sarebbe meglio avere un’identità tattica comune”.
Ranieri spiega il no alla panchina azzurra e perché c’ha ripensato
Quindi Ranieri: “Rivalsa? Assolutamente no, è solo il coronamento di una carriera. Ero al mare quando il presidente mi ha chiamato e non ho avuto dubbi nell’accettare. Il mio obiettivo è far innamorare tutti i tifosi della maglia azzurra e di realizzare il sogno di tutti quei bambini e ragazzi, come mio nipote di 12 anni, che non hanno mai visto l’Italia al Mondiale“. Sul discusso no di qualche mese fa alla panchina dell’Italia, che poi sarebbe finita in mano a Gattuso: “Quando scelgo col cuore sbaglio sempre, ma non mi pento mai. Col contratto che avevo con la Roma, non potevo assolutamente fare l’allenatore della Nazionale, ci sarebbero stati tantissimi problemi. Mia moglie stavolta è contenta, almeno le ho evitato un trasloco”.
La ricetta di Ranieri per riportare in alto il calcio italiano
Il neo direttore tecnico dell’Italia ha le idee chiare: “Una volta c’era un massimo di tre stranieri, ora le cose sono cambiate. Mi auguro che tutte le componenti lavorino in modo da permettere l’utilizzo di più italiani nei club così da far avere più scelta al CT. Normale che poi non si possa obbligare un allenatore a far giocare questo piuttosto che quello, l’obiettivo è sempre vincere e schierare i migliori. Il mio obiettivo è fare in modo che molti più bambini si avvicinino al calcio, quindi rendendolo anche più accessibile. Devo capire come poter incidere, fatemi studiare le carte e vedrò se e come posso incidere sul tema. Consigli per Mancini? Quando vuole, sono a sua completa disposizione“.
Malagò: “Sapete Donnarumma cosa mi ha scritto su Pirlo e Mancini?”
Un aneddoto interesssante – uno dei tanti – lo ha raccontato Malagò, che ha riportato il giudizio di capitan Donnarumma sul ritorno in panchina di Mancini. “Ieri sera tardi, nonostante stia in luna di miele, Gigio Donnarumma mi ha scritto per ringraziarmi, dicendomi che quello che ho deciso è quello che la squadra voleva. È molto significativo che abbia scritto questo. Avrei dovuto partecipare al suo matrimonio ma immaginerete che sono stato parecchio impegnato in questi ultimi giorni. Io sono ottimista per natura. Non è detto che quanto è successo sia necessariamente un male“.

