Il candidato della Serie A alla presidenza Figc ha rivelato di essere stato contattato già prima della partita di Zenica e stroncato l’idea del Ministro dello Sport di commissariare la Federcalcio
La Serie A era stanca di Gabriele Gravina già prima del dramma sportivo di Zenica: lo ha rivelato Giovanni Malagò, candidato alla presidenza Figc per la Lega Calcio, raccontando di essere stato contattato dai club già prima di Bosnia–Italia. L’ex numero uno del Coni ha anche replicato al ministro Andrea Abodi sull’idea di commissariamento della Federcalcio e ironizzato sulle parole del “nemico” Angelo Binaghi.
Figc, Malagò contattato prima di Bosnia-Italia
I club di Serie A erano pronti a scaricare Gabriele Gravina già prima di conoscere le sorti dell’Italia ai playoff mondiali. Lo ha svelato Giovanni Malagò, candidato in via ufficiosa alla presidenza della Figc per conto della Lega Calcio, che intervenuto ad un evento organizzato da Il Foglio a San Siro ha raccontato di essere stato contattato dalle società del massimo campionato già prima della partita di Zenica. “La mia candidatura non è ancora ufficiale, assolutamente – ha precisato Malagò – Possiamo dire che uno riflette, che mi hanno contattato ancora prima della Bosnia e ho detto che non ero disponibile”.
Perché Malagò ha cambiato idea
A far cambiare idea a Malagò è stato poi il numero crescente di club che spingevano per la sua candidatura. “In pochi giorni sono raddoppiate le società e sono diventate 19”. “Non credo di dire qualcosa di nuovo, c’era preoccupazione – ha poi aggiunto Malagò, motivando i contatti avuti con i club – ma Gravina ha rappresentato il suo desiderio di portare a fondo il suo mandato. Tra gli impegni che ha, c’è anche quello di difendere ciò che ha fatto. Il sistema dev’essere rivisitato, non credo che tutti abbiano fatto sempre e solo del male”.
Le risposte a Binaghi e Abodi
Nel corso dell’incontro Malagò ha anche risposto anche alle critiche di Angelo Binaghi, presidente della Federtennis e suo “nemico” storico, che l’aveva definito “troppo simpatico per fare le riforme” di cui necessità il calcio. “Lo ringrazio, forse è una delle prime volte che mi ha fatto un complimento”, ha commentato Malagò prima di dare una risposta netta anche al Ministro dello Sport Andrea Abodi, che spinge per l’ipotesi di commissariamento della Figc.
Il no al commissariamento
“Quando il Coni commissaria una Federazione, come accadrebbe anche oggi, dipende dalla tipicità del commissariamento – ha precisato Malagò – Se non ci sono irregolarità amministrative, che non ci sono e non c’erano all’epoca se non ci sono problemi sui campionati o sulla giustizia sportiva, non è che puoi cambiare gli aspetti statutari, se non passi da un’assemblea straordinaria”. Ma la strada al commissario potrebbe aprirsi dall’esito delle elezioni: se nessun candidato raggiungerà la maggioranza assoluta dei voti, lo stallo potrebbe permettere al Coni di intervenire.

