Il club non ha ancora rinunciato del tutto a Krösche e Hardung, e non è da escludere nemmeno che stia cercando un ds italiano, ma intanto è pronta una catena di comando operativa: da Calvelli e Kirovski a Gardiner e Lomonte, ecco le figure coinvolte
A poco meno di un mese dal giorno in cui è stata azzerata l’area sportiva – era il 25 maggio quando il club comunicò la storica epurazione in quadrupla copia -, il Milan sta scoprendo che, in un modo o nell’altro, occorre iniziare a correre. Meglio tardi che mai. Serve alzarsi sui pedali perché c’è un allenatore nuovo che attende di capire in che modo – e soprattutto con chi – sarà allestita la sua squadra. Già: “con chi”? Domanda che può riguardare ovviamente i giocatori, ma in questo momento è ancora più pertinente in termini dirigenziali. Perché Amorim – e con lui gli altri inquilini in via Aldo Rossi – era convinto di iniziare a pianificare il lavoro con Krösche e Hardung. Convinzioni che si sono sbriciolate contro il muro dell’Eintracht. Il Milan sta provando a trapanare, ma senza certezza di riuscire ad arrivare dall’altra parte. Quanto meno, non in tempi brevi. Il tecnico però ha bisogno di capire chi potrebbe arrivare e chi se ne potrebbe andare. Il raduno sarà fra meno di un mese, il mercato chiama e il club si arrangia come può. Non arrivano Krösche&Hardung e quindi per il momento, si procede con chi c’è già. E’ la conseguenza più scontata dell’impasse, sebbene non sia da escludere l’arrivo di un ds italiano da fuori.
l’ultimo cda
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Iniziamo col dire che in termini burocratici e legali, il Milan non è fermo. I poteri di firma sono infatti traslocati da Giorgio Furlani a Massimo Calvelli, membro del Consiglio di amministrazione rossonero che nell’ultima seduta di qualche giorno fa gli ha appunto conferito alcune deleghe per poter essere operativo in rappresentanza della società. Non è diventato Ceo (ruolo al quale peraltro non ambisce particolarmente), ma è un consigliere “rappresentante dell’impresa”, come si dice in gergo legale. Calvelli è uno degli uomini più fidati di Cardinale e, di fatto, ha sostituito Furlani nella gestione burocratica, legale e finanziaria. Nelle ultime ore, per esempio, il Milan ha controriscattato Camarda, ceduto Chaka Traore e acquistato (per la seconda squadra) il 18enne Guernier. Tutte operazioni vidimate dalla firma di Calvelli.
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progetto
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Calvelli è uomo di sport, ma non un uomo mercato. E qui entrano in ballo le altre figure interne individuate da Cardinale per sopperire alla voragine dirigenziale. In ascesa le quotazioni di Jovan Kirovski, nome fortemente caldeggiato da Ibrahimovic, che due anni fa lo aveva voluto come ds per Milan Futuro. Un legame che nasce ai tempi dei Los Angeles Galaxy. La gestione della seconda squadra da parte di Kirovski non è stata esattamente un trionfo – retrocessione clamorosa in D alla prima stagione e svariati milioni impiegati sul mercato che non hanno portato frutti -, ma in questo momento è lui il dirigente che potrebbe agire da direttore sportivo anche per la prima squadra. Può essere utile ricordare che il giorno stesso in cui uscì il comunicato societario sul quadruplo licenziamento, Kirovski ebbe un colloquio di persona con Cardinale nell’hotel milanese dove alloggiava il boss. C’è però un problema tecnico: non ha l’abilitazione federale. E qui subentra Donato Lomonte, nel frattempo diventato capo scout al posto di Moncada: lui invece il patentino ce l’ha, potrebbe essere il ds pro forma. Si crea comunque un effetto domino: con Lomonte ds, il coordinamento dello scouting andrebbe a Bobby Gardiner, attuale responsabile del reparto analisi e programmazione in rampa di lancio e molto ben visto dai vertici societari. Ricapitolando la situazione, che resta comunque molto liquida: l’operatività burocratica e finanziaria viene garantita da Calvelli, mentre in mancanza di Krösche e Hardung – ovvero il dt e ds individuati prima della rottura con Francoforte – per adesso ci si muove attraverso figure interne, con cambi di mansione e avanzamenti gerarchici. Non si tratterà con tutta evidenza di una soluzione definitiva, ma quanto meno si può iniziare ad abbozzare il mercato.
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