Ecco i top e flop del match del Gewiss Stadium, valevole per la 35a giornata di Serie A. Vince l’equilibrio, difese meglio degli attacchi e ne risente lo spettacolo
Stavolta non c’è spazio per il colpo di coda come all’andata. Atalanta e Genoa si dividono la posta in palio, accontentandosi di un punticino a testa. Fa comodo soprattutto al Grifone che sale a quota 40 e festeggia una salvezza che è ormai anche aritmetica. Aveva meno motivazioni, invece, la Dea che comunque ci ha provato a vincere, senza però crearne i sufficienti presupposti. Per gli orobici ciò che conta ormai è la Coppa Italia nella quale tocca tifare Inter per accedere alle competizioni continentali.
Le scelte di Palladino e De Rossi
Raffaele Palladino ha fatto un buon lavoro all’Atalanta, facendo risalire la squadra dopo il terribile inizio con Juric. Eppure negli ultimi tempi a Bergamo si mormora di un possibile cambio di allenatore, con Thiago Motta tra i candidati. Intanto, però, c’è una stagione da portare a termine e meno calcoli da fare dal momento che il torneo per i bergamaschi ha già detto quello che doveva dire. Così il consueto ballottaggio Krstovic-Scamacca si conclude in favore di entrambi e di una coppia pesante che vede in De Keteleare l’ideale rifinitore.
Anche De Rossi è subentrato nel Genoa e il compito lo ha quasi completamente portato a termine. Il fu Capitan Futuro non sa cosa sarà da giugno in poi, sebbene i rossoblù abbiano tutta l’intenzione di trattenerlo. Il Grifone ha un sistema ormai collaudato: 3-4-2-1 con Colombo terminale offensivo e il tandem Ekhator-Vitinha alle spalle.
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Un equilibrio che non si spezza
Primo tempo bloccato e senza reti tra Atalanta e Genoa, con poche vere occasioni ma diversi spunti interessanti. I bergamaschi partono meglio e si rendono pericolosi soprattutto con Charles De Ketelaere, il più ispirato tra i suoi, ma trovano sulla loro strada un attento Justin Bijlow. Il Genoa risponde con le accelerazioni di Vítinha e la fisicità di Lorenzo Colombo, senza però riuscire a concretizzare. Ritmi non altissimi, ma gara viva, con continui ribaltamenti di fronte. Nel finale cresce leggermente la pressione della Dea, ma il risultato resta inchiodato sullo 0-0 all’intervallo.
I cambi che non cambiano: resta lo 0-0
De Rossi e Palladino pensano a dei cambi per rivitalizzare i rispettivi reparti offensivi. Ekuban è il primo a entrare per il Genoa e Raspadori per l’Atalanta. A uscire è Scamacca piuttosto contrariato per il cambio. Però la Dea aumenta effettivamente la propria pericolosità, sebbene Raspadori si perda proprio in fase conclusiva, talvolta anche per sfortuna (traversa). I rossoblù inseriscono l’ex Malinovskyi che si prende l’applauso del suo vecchio pubblico. E’ uno dei pochi sussulti, perché non accade più nulla.
Top e flop dell’Atalanta
- De Ketelaere 6,5 Il più pericoloso, crea superiorità e calcia spesso verso la porta.
- Ahanor 6,5 Attento in difesa e propositivo quando si sgancia.
- Carnesecchi 6 Sicuro nelle uscite, risponde presente quando chiamato in causa.
- De Roon 5,5 Meno incisivo del solito, fatica a trovare linee di passaggio pulite.
- Krstovic 5,5 Si vede poco, viene inghiottito da Ostigard.
Top e flop del Genoa
- Ostigard 6,5 Guida la difesa con personalità, salva anche più di una situazione complicata.
- Bijlow 6,5 Blinda la porta dei liguri.
- Frendrup 6 Ordinato in mezzo al campo, prezioso nelle coperture.
- Vitinha 6 Vivace nei movimenti offensivi ma utile anche nel dare una mano in difesa.
- Colombo 5 Finisce preda della retroguardia orobica.

