Il tecnico granata: “Nel primo tempo abbiamo rispettato troppo il Milan. Mi tengo stretta la reazione sullo 0-2: la squadra ha una bella anima”
Nel primo giorno del suo governo torinista aveva posto in primo piano un concetto. Ed è la stessa parola che ritorna poco dopo questa prima serata di campionato. Perché Ignazio Abate aveva chiarito quale sarebbe stata la strada da intraprendere sin dal primo battito: “Io voglio un Toro coraggioso”, raccontava all’inizio di un’estate, al momento della presentazione, e prima ancora che dovessero accadere tante cose. Ieri sera, quando la sconfitta con il Milan è stata già materia di statistica, è ripartito da qui, dal coraggio. “Abbiamo avuto un po’ troppo rispetto del Milan, questa è la verità: dovevamo avere più coraggio — racconta Abate —, quel coraggio che poi ho visto nel secondo tempo e soprattutto nel finale della partita”.
Il primo no
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Se c’è una qualità che non si può negare che abbia questo allenatore è la sincerità. Filtra anche in una serata che è un misto tra rimpianti, amarezza ed orgoglio: “Guardate a me il primo tempo non è piaciuto proprio, siamo stati troppo passivi — così l’allenatore del Toro riprende il discorso —. Non so se l’abbiamo sentita troppo o se dovevamo rompere il ghiaccio. Dovevamo avere più coraggio nel giocare a calcio e nell’avere la forza e la capacità di alzare il baricentro: contro le grandi squadre del nostro campionato se non gestisci la palla poi fai fatica. Se nel primo tempo tutto questo non è accaduto, però è quello che è successo nel secondo tempo quando siamo stati molto più coraggiosi”.
Il peccato
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Nella ripresa, in mezzo a un Toro senza dubbio più intraprendete, sono arrivati quei tre minuti black-out costati carissimo. “E mi dispiace molto, ma tutto fa parte di un percorso di crescita. Il primo del Milan è stato il gol di un campione, il secondo gol si poteva evitare”, dice Abate che un attimo dopo però sottolinea: “Mi tengo stretto, e me la porto a casa, la reazione avuta dalla squadra dopo lo 0-2, è stato un peccato non averla riaperta prima: ma questo Toro ha mostrato una bell’anima, un bel carattere, ed è questo un gran punto dal quale ripartire”. Su Njie che ha cambiato la gara nella ripresa dice: “Dal mio punto di vista ha grandi qualità, ha ampi margini. È un ragazzo che deve trovare la consapevolezza dei suoi mezzi, per noi è molto importante: ho preferito partire con Casadei perché non volevamo dare dei riferimenti sul piano tattico al Milan ma non ci siamo riusciti. Devo dire che i cambi sono entrati con la garra giusta, con la testa giusta”. Su Alessio Cacciamani: “Può dare tanto, i giovani devono crescere ma devono fare esperienza. Devono prendere la consapevolezza di poterci stare a questi livelli”. Sul futuro aggiunge: “Ci aspetta una settimana importante, io lavoro con chi ho a disposizione. Quello del Toro è un gruppo molto giovane: noi dobbiamo lavorare e crescere con grande umiltà. Siamo un gruppo giovane, ma sono convinto che abbiamo margini di miglioramento. Venderemo cara la pelle”.
