i segreti di Chivu il conservatore, chi ha tradito davvero Allegri, Lautaro l’impunito, lo sliding doors Anguissa

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Il tecnico rumeno salvato dalla vecchia guardia dove è tornato anche Thuram, il talento di De Bruyne, Alisson e Neres non si è visto ma poteva finire 2-3 a San Siro

Uno spot per il calcio in cui a divertirsi è stata solo l’Inter. Questa l’efficace sintesi di Max Allegri dopo la pazza partita di San Siro e una rimonta subita al 90′ che brucia ancora. Tra polemiche arbitrali su entrambi i fronti, tanti gol sbagliati e cambi decisivi in un senso (Inter) e nell’altro (Napoli) la partitissima di ieri offre diversi spunti di riflessione.

Inter, un mercato ricco ma i nuovi fanno panchina

Dopo anni di campagne acquisti al risparmio l’Inter per la prima volta negli ultimi tempi ha dominato il mercato. Dopo aver fatto rientrare alla base Stankovic ha preso Provedel dalla Lazio e ha saccheggiato la Premier con gli acquisti di Stones, Spence e Jones ma Chivu per ora si fida soprattutto della vecchia guardia, dove ha riabbracciato con gioia Thuram, decisivo nella rimonta con gli azzurri. I nuovi per ora non sono stati protagonisti di questo brillante inizio di stagione. L’unico schierato una volta titolare (ma non lo si può definire nuovissimo perché è tornato da un prestito) è stato Pavard, con i suoi 90′ alla seconda giornata a Cagliari. Gli altri hanno raccolto ben poco finora.

Zero minuti per Provedel e Spence, 7 minuti per Stankovic, 37′ per Stones, 70′ per Jones. A guidare la nave è la vecchia guardia, da Akanji e Bastoni a Dimarco e Barella, da Zielinski a Lautaro tornato Toro più che mai. Il vero segreto di Chivu è lo zoccolo duro dove sa di poter inserire pian piano anche i nuovi acquisti senza però fare rivoluzioni.

Le colpe di Allegri

Se Chivu l’ha vinta (anche) con i cambi – su tutti Carlos Augusto e Thuram – Allegri l’ha persa (anche) per i cambi. Su cinque sostituzioni in 4 hanno fatto flop: De Bruyne, Neres, Lucca e Badiashile. In tanti hanno colpevolizzato il tecnico azzurro per essersi mezzo a 5 dietro e hanno parlato di catenaccio ma le cose stanno diversamente. Dopo aver preso l’1-2 subito da Thuram, Allegri ha avuto coraggio a inserire due giocatori offensivi come De Bruyne e Neres al posto di Vergara – che aveva giocato mezzala arretrata – e Politano che copre tutta la fascia. In pratica a San Siro ha messo il più offensivo dei trequartisti come il belga alle spalle di un tridente puro con Neres e Alisson sulle fasce e Hojlund centravanti. Alla faccia del catenaccio.

Chi ha tradito l’allenatore azzurro

A tradirlo sono stati proprio i più talentuosi: De Bruyne non pervenuto, Neres anonimo e Alisson che ha sbagliato tanto. Poi, certo Badiashili ha avuto un impatto pessimo e lo stesso Lucca ha fatto più danni che altro ma non si doveva proprio arrivare a rischiare tanto. Sarebbe bastato più palleggio e più possesso palla ma non è successo.

Il vero sliding door della partita è stata però l’incredibile occasione fallita da Anguissa prima del recupero, sul 2-2. Il centrocampista, che aveva sfiorato due volte il gol già nel primo tempo ma era stato fermato da un super Martinez, è riuscito a sbagliare a due passi dalla porta vuota ciabattando a lato. Un gol fatto. Cosa sarebbe successo se la palla fosse entrata in rete? Cosa avrebbero detto i critici di Allegri se il Napoli avesse vinto 3-2 sul campo dei campioni d’Italia?

Il caso Lautaro

L’ultima riflessione è su Lautaro: a prescindere dagli errori che può aver fatto Sozza sul rigore non concesso all’Inter la sensazione è che l’argentino sia diventato intoccabile per gli arbitri. Meritava il secondo giallo e l’espulsione ma il fischietto lombardo ha preferito non sentire e non vedere. Ed è stato proprio lui a segnare il gol partita allo scadere. Non significa che l’Inter non abbia meritato i tre punti ma è vero quel che dice Allegri: “Il calcio spesso non ha logica”.

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