Il presidente della UEFA torna all’attacco di Infantino e paragona il piano fallito della FIFA Forward Enterprise alla Superlega di Agnelli e Perez: poi svela il suo futuro
La guerra di potere ai vertici del calcio mondiale si arricchisce di un nuovo capitolo. Già, a parlare è direttamente Aleksander Ceferin, che sferra un nuovo e duro attacco contro Gianni Infantino, utilizzando anche il ricordo dello scontro con Andrea Agnelli sulla Superlega. Il presidente della UEFA ha definito il fallito progetto FIFA Forward Enterprise “persino peggiore” rispetto alla Superlega del 2021, accusando di fatto la FIFA di aver tentato di mettere sul mercato una parte del calcio mondiale.
Ceferin, frecciata ad Agnelli per affondare Infantino
Il riferimento alla Superlega non è affatto casuale. Ceferin contrastò con tutte le sue forze il progetto sostenuto da alcuni dei più importanti club europei, tra cui la Juventus di Andrea Agnelli. Ma oggi il presidente UEFA sostiene che il piano di Infantino fosse addirittura più pericoloso: la Superlega avrebbe cercato di creare una competizione separata, mentre la FFE avrebbe aperto il calcio FIFA agli investitori privati.
Il progetto prevedeva infatti una nuova società commerciale, la FIFA Forward Enterprise, con la possibilità di coinvolgere capitali privati nella gestione dei diritti delle principali competizioni FIFA. L’idea è tramontata all’inizio di agosto dopo una forte opposizione internazionale guidata proprio dalla UEFA.
Ceferin e Agnelli, dalla grande amicizia alla guerra della Superlega
Per capire la forza del paragone scelto da Ceferin, il nastro va riavvolto al 2021 e alla Superlega. Oltre a Florentino Perez, tra i principali promotori del progetto c’era proprio Agnelli, allora massimo rappresentante della Juventus. Dal canto suo, Ceferin guidò la durissima opposizione della UEFA. La vicenda ebbe anche un risvolto personale. Il rapporto tra Ceferin e Agnelli era stato molto stretto: lo sloveno era stato scelto anche come padrino di una delle figlie dell’ex presidente bianconero. La Superlega trasformò però quell’amicizia in uno scontro aperto, con Ceferin durissimo nei confronti di Agnelli e dei dirigenti che avevano sostenuto la scissione.
Il progetto, dopo le proteste e le forti pressioni del mondo del calcio e della politica, venne accantonato. Ma per Ceferin il piano di Infantino avrebbe superato persino quella linea. Perché, come spiegato nel podcast The Rest is Politics: Leading, nel primo caso i club più importanti volevano creare una competizione separata, mentre nel secondo il rischio sarebbe stato quello di mettere sul mercato il calcio stesso. “In questo caso, il calcio verrebbe letteralmente venduto”, ha sottolineato Ceferin, ribadendo la sua contrarietà all’ingresso di capitali privati nella governance dello sport. Sul progetto FIFA ha aggiunto: “Sono assolutamente certo che il piano è morto”.
Infantino davanti a un bivio: dimissioni o candidato contro
La battaglia, ormai è noto a tutti, non riguarda soltanto il FIFA Forward Enterprise. Ceferin, infatti, guarda alle elezioni FIFA del marzo 2027 e ritiene che Infantino sia arrivato davanti a un bivio. “Ci sono due possibilità”, ha spiegato il ‘signore del calcio europeo’. La prima è che “Infantino si renda conto di non avere il sostegno necessario e scelga di farsi da parte”. Un sostegno che, secondo Ceferin, non deve essere misurato soltanto attraverso i voti delle federazioni, ma anche considerando la posizione di tifosi, giocatori, ex giocatori e allenatori.
La seconda strada è invece quella di ricandidarsi: “La seconda opzione è che si candidi alle elezioni di marzo, ma in quel caso penso che avrà un candidato contro di lui”. Ceferin non sa ancora chi potrebbe essere lo sfidante, anche se tra i possibili nomi è stato indicato Victor Montagliani, presidente della Concacaf.
Ceferin non si candiderà alla presidenza FIFA: il motivo
Non sarà però Ceferin a mettersi in gioco contro Infantino, che nell’ultimo weekend ha cercato proprio il sostegno dei membri della Concacaf durante la cerimonia di chiusura della Coppa del Mondo di Esports nella Repubblica Dominicana, scatenando nuove polemiche.
Il presidente UEFA ha infatti escluso una propria candidatura alla presidenza della FIFA, spiegando che proprio la sua estraneità alla corsa gli consente di mantenere maggiore credibilità. “La mia credibilità è molto, molto, molto più alta se non sono interessato alla posizione”, ha detto lo sloveno, che punta invece a proseguire il proprio percorso alla guida della UEFA.

