Le parole del centravanti portoghese dopo la vittoria con il Venezia: “Il gioco? Penso che si veda il nuovo dna, la nostra mentalità”
“Illumina San Siro con la maglia numero 9…” e un boato chiama il nome di Gonçalo Ramos. Il nuovo Milan torna in realtà a una vecchia e cara tradizione: ha un centravanti che segna e che decide anche le partite sorprendentemente faticose. Per il gol di Ramos, a spezzare l’equilibrio retto a San Siro dal Venezia, si deve aspettare la metà del secondo tempo. Pari che aveva retto nonostante le possibilità, per una e l’altra squadra, di segnare già molto prima. Le chance rossonere capitano sui soliti piedi di Ramos, che però in una, due e poi tre occasioni sbaglia tocchi semplici. Il primo è un contropiede che mette il 9 davanti al portiere avversario che intercetta facilmente il rasoterra di Gonçalo: alzando la traiettoria sarebbe stato un gol facile. Anche nella prima occasione d’area Ramos è colto impreparato: ha il tempo per piazzarla, ma esce una palla morbida e facile parata del portiere avversario. Al terzo tentativo non intercetta un bel cross di Chukwueze. L’attesa è per esultare sotto la Sud o forse per premiare il gesto tecnico che porta al vantaggio, sinistro in torsione all’angolino: il suo piede preferito è il destro. In sostanza, segna nell’azione più difficile nonostante il peso delle occasioni mancate di fronte a 75mila tifosi. Un gol e tutti a cena fuori, paga ovviamente Gonçalo: promessa confermata a Dazn a fine partita.
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Ramos è così il quinto attaccante a segnare all’esordio casalingo in campionato negli ultimi dieci anni di Serie A: lo fecero Giroud (unico con il 9), Morata, Abraham e Gimenez. Sono invece tre le reti realizzate nelle ultime sei presenze nello stadio di casa, considerate anche le ultime partite al Psg: tanti quanti quelli messi a segno nelle precedenti 12 partite interne. Si quantifica in otto sponde, diciannove duelli e nove contrasti aerei (nessuno come lui nelle tre specialità), oltre che in undici chilometri percorsi, l’ottimo lavoro in favore della squadra. A fine partita ha lo sguardo stralunato e la voce carica di gioia: “Bellissima sensazione, sono contento della seconda vittoria della squadra che è più importante di tutto. I gol sbagliati? Può essere, dovevo segnare in quelle occasioni, anche perché quando ne ho così tante so che posso farne anche più di uno”. Gioia portoghese che fa felice il connazionale Amorim e tutti i tifosi rossoneri: “Il gioco? Penso che si veda il nuovo dna, la nostra mentalità. Vogliamo divertici, giocare a calcio, vincere ogni partita. È facile essere qui, non solo per i portoghesi in squadra ma anche per tutti gli altri miei compagni”. La lode arriva proprio dall’allenatore: “Gonçalo può aver fallito alcune chance, ma uno come lui non sbaglia quella che conta, senza farsi condizionare. I gol li deve fare perché è il nostro centravanti e lo abbiamo pagato caro ma non penso a un numero preciso. Ci aiuta tantissimo: a volte sembra che siano in due a pressare e invece è solo uno ed è stato bravo nel lavoro di connessione tra i reparti”.

