Gimenez continua a fare panchina: Allegri non lo vede pronto

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Nei piani di Allegri il messicano era una delle risorse più importanti per l’ultima parte di campionato, ma a Napoli ha giocato mezzora e con l’Udinese non si è mosso dalla panchina. Una situazione poco promettente anche in vista della prossima annata

Marco Pasotto

Giornalista

In questi casi non si capisce mai bene quanto sia una convinzione reale o un semplice auspicio da spendere pubblicamente, sperando di azzeccarci. E’ da oltre un mese che Allegri, quando gli vengono chiesti lumi su Gimenez, spiega di considerare il messicano una risorsa importante per il finale di stagione. La classica arma in più che torna a disposizione della squadra dopo essere mancata per troppo tempo. Il fatto è che pareva davvero tutto apparecchiato affinché lo fosse: un reparto inceppato, compagni zeppi di problemi di varia natura, equivoci tattici, incertezze personali. Santiago sembrava l’uomo giusto per rivitalizzare la fase offensiva. Il più affamato, dopo quattro mesi e mezzo di assenza forzata e un intervento chirurgico alla caviglia necessario ma devastante per l’andamento della sua stagione.

recupero

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Il messicano scalpitava, avrebbe voluto tornare già nel derby e poi è riuscito a rientrare in campo due settimane dopo contro il Torino. Una manciata di minuti importanti e anche abbastanza confortanti. Pareva aria fresca, in una squadra ridotta ad aggrapparsi ai gol di Pavlovic. Il problema è che non sta funzionando. Non è riuscita la variazione tattica dai due attaccanti al tridente, non è riuscito il recupero psico-fisico di Leao, e non è riuscito il tentativo di restituire il Milan a Gimenez. Il buon ingresso col Toro non ha avuto seguito: mezzora al Maradona al posto di Füllkrug, con la miseria di appena sette palloni toccati, e tutta la partita con l’Udinese trascorsa a guardare in panchina. A spiccare è stato proprio questo contesto, che genera molte – e importanti – domande sul suo conto. Nell’ambito di una partita drammaticamente storta, perché Santi non è stato per nulla preso in considerazione? Perché nel primo tempo Allegri ha fatto scaldare soltanto Füllkrug? Perché nella ripresa sono entrati tutti tranne lui?

scelte

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Una risposta potrebbe risiedere nel minutaggio nelle gambe di Füllkrug e Nkunku, superiore al suo, ma a Napoli il tedesco ha comunque giocato un solo tempo e il francese poco più di un quarto d’ora: uno spicchio che avrebbe potuto affrontare anche Santi. Viene quindi più facile immaginare una scelta puramente tecnica, senza considerare che Allegri gli ha preferito un giocatore in prestito – Füllkrug – che a fine stagione tornerà al mittente, mentre Gimenez è stato pagato 28 milioni più bonus e sino a questo momento ha messo insieme sette gol in trentadue presenze. Se il messicano non è stato considerato nemmeno sul due a zero per l’Udinese, quando allora? La componente psicologica riveste ovviamente un ruolo centrale: dapprima l’incapacità di scrollarsi di dosso la casella dei gol in campionato ferma a zero, poi il tunnel del lungo infortunio e adesso la scarsa fiducia da parte dell’allenatore, cosa che genera inevitabilmente domande sulla piega che potrebbe prendere la prossima stagione. Ovvero quando il club con tutta certezza porterà a casa un altro centravanti, si suppone di buon livello. C’è comunque luce in fondo al tunnel di Gimenez, che avrà il piacere di giocare un Mondiale a casa sua, ma occorre dare un senso a questo finale di stagione. Trasformando in concreto l’auspicio di Allegri.



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