Giancarlo Abete, intervista: “Elezioni presidente Figc? Malagò favorito, ma tiro dritto”

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Il numero uno della Lega Nazionale Dilettanti parla alla vigilia delle elezioni per il nuovo presidente della Figc: “Non ho inseguito né fatto inseguire nessuno, ma dopo il voto cercherò di capire perché Aic e Aiac hanno scelto Malagò: non lo hanno mai spiegato”

Elisabetta Esposito

Giornalista

Presidente Abete, domani si vota. È pronto?
“Certamente, non è la prima assemblea elettiva alla quale partecipo. Spesso sono incontri piuttosto movimentati, quello di domani mi auguro sia l’occasione per un confronto in cui possano emergere contenuti più che persone. Di certo questa assemblea evidenzia una situazione in movimento sul versante del rapporto fra le componenti: venivamo dall’unanimità per Gravina eletto con il 98%, adesso si riprende un percorso più dialettico che spero promuova una logica di sistema meno corporativista”.

Quando si è candidato aveva detto che lo faceva per favorire un tavolo di confronto prima del voto. Ci è riuscito?
“No ed è stata per me un’occasione persa, sarà necessario farlo dopo. Anche per questo porterò avanti la mia candidatura fino alla fine: se ci fosse stato un percorso condiviso avremmo potuto individuare un’unica persona, ma così non è stato”.

È rimasto male per come Aic e Aiac hanno manifestato il sostegno a Malagò?
“Dopo le elezioni cercheremo di capire il perché di questa scelta, visto che finora non lo hanno spiegato. Se mi sono fatto un’idea delle motivazioni? Diciamo che penso alcune cose, ma mi astengo dal dirle”.

Malagò parte con una maggioranza già dichiarata. Perché lei non ha fatto un passo indietro?
“Premesso che non c’è un rapporto tra la mia candidatura e un’idea di scontro personale con Malagò, è mancato un programma condiviso, un’assunzione di responsabilità delle componenti e visto che siamo in una logica democratica io vado dritto, fino alla fine. Punto a dare contenuto a una proposta di politica sportiva e favorire, a questo punto a posteriori, il confronto. E poi c’è gente che è partita dal 5-6% e adesso governa l’Italia, altrimenti che democrazia sarebbe?”.

Abodi ha assicurato che i vivai saranno aiutati: lo sento dire da anni, ma ancora non ho visto niente

Giancarlo Abete

In pratica sarà all’opposizione.
“Si va in Consiglio federale in una logica sempre propositiva, vogliamo tutti il bene del calcio. Ovviamente saremo pronti a dare il nostro contributo per restituirgli una dimensione vincente e una reputazione migliore”. 

Quindi eserciterebbe il diritto d’intesa che lei stesso critica?
“Non l’ho mai utilizzato per impedire che si facciano delle cose, ma si deve arrivare a delle soluzioni compatibili e condivise”.

Lei ha sempre detto che il calcio ha necessità di collaborare con la politica. L’ultimo provvedimento del governo, che ha tolto l’1% della mutualità ai settori giovanili della Figc, impatta moltissimo sulla sua Lnd.

“Non posso che criticarlo, questo provvedimento ha drenato l’1% delle risorse dei diritti tv per darlo alla Serie A femminile, dove 9 delle 12 società sono le stesse che quei soldi li erogano. Sono allineato con il vicepresidente della Lega Pro Zola, servono interventi mirati per i giovani. Il ministro Abodi ha fatto sapere che ci saranno opportunità nei prossimi mesi, ma lo sentiamo dire da qualche anno e non abbiamo visto niente. Certo, se a pochi giorni dalle elezioni esce fuori che alla federazione viene meno l’1% dei diritti tv e che la finalizzazione è riservata a 12 squadre, uno alza le mani e dice “signori, io vivo in un mondo diverso”… Chiunque diventerà presidente non ne sarà contento, visto che si troverà 10,8 milioni di euro in meno”.

Non pensa che questa iniziativa, promossa da Abodi, possa spostare voti verso Malagò?
“Non credo, nel documento programmatico io soltanto ho fatto riferimento in modo organico alla riforma Zola, che ritengo una delle poche vere novità degli ultimi anni. No, penso che al netto della tempistica questo provvedimento non sia d’aiuto a nessuno. Se posso permettermi è anomalo pure che si parli per due mesi di pantouflage e che la decisione arrivi a pochi giorni dal voto. Questo consente di capire come funzioni l’Italia”.

Nella mia lega, solo un comitato per Malagò: non mi risultano altre situazioni. Eventuali riflessioni si faranno dopo

Giancarlo Abete

C’è una soglia di voti sotto la quale sarebbe scontento?
“No, quando si compete lo si fa per ottenere un risultato. Io prendo atto con rispetto che il pronostico è chiaramente a favore di Malagò, ma competo per arrivare al massimo, quindi punto al 51%. I numeri che arriveranno saranno poi comunque motivo di riflessione”.

A questo proposito, la sua Lnd ha il 34% dei voti. Se Malagò superasse ad esempio il 70%, non sarebbe una forma di sfiducia nei suoi confronti?
“Tolta la dichiarazione di voto di uno dei comitati regionali (la Lombardia, ndr) che si è espresso per Malagò, a me non risultano altri tipi di situazioni. Io ho operato come mia abitudine spiegando a tutti nel dettaglio il mio programma, non ho inseguito nessuno e non ho fatto inseguire nessuno da parte di amici, perché io credo nella libertà di voto dei soggetti. Non ho stressato nessuno creandogli disagio a livello personale, cosa quanto mai spiacevole, quindi attendo serenamente il risultato del voto. Io cerco di dare un contributo al sistema, poi è naturale che nel momento in cui il risultato fosse di un certo tipo lo rispetterò. Spero solo che qualunque sia l’esito si cominci davvero a parlare dei problemi e non si facciano solo comunicati e proclami”.




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