Gattuso sull’Italia e sulla Lazio, le parole in conferenza

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Il neo allenatore della Lazio: “Sul mercato dovremo fare 2-3 cose, ma c’è da mettersi l’elmetto”

Tutta la carica di Rino Gattuso per rilanciare la Lazio. “Sono orgoglioso di essere qui: ho buonissime sensazioni- ha detto il nuovo tecnico biancoceleste nella presentazione di questo pomeriggio a Formello – . Conosco le problematiche da prima, da quando ho parlato con il presidente Lotito e il d.s. Fabiani. So tutto, so bene che c’è da mettere l’elmetto, pedalare e lavorare. Starà a me e al mio staff lavorare bene e tantissimo. Sulle altre problematiche non posso fare nulla, ho solo un obiettivo, quello di mettere in campo giocatori che rispettino e onorino la storia gloriosa della Lazio. Io sono stato vicino più di una volta alla Lazio, potevo venire in passato. Non nego che forse senza queste condizioni avrei detto di nuovo no. È una sfida”.

dalla NAZIONALE

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Da cancellare la delusione da c.t. azzurro per la mancata qualificazione al Mondiale col ritorno su una panchina di Serie A dopo cinque anni (ultima al Napoli). “Ho avuto tante occasioni per tornarci, quando si va all’estero si migliora secondo me. Abbini la tua cultura e la tua mentalità mettendo un pezzetto dentro in più. La scelta che ho fatto negli anni è stata quella di completarmi un po’. La chiamata della Lazio ? Mi hanno convinto e sono tornato. Ma la mia direzione era un’altra…. Io ringrazio i giocatori della Nazionale, mi hanno dato tutto, nel calcio gli episodi sono tutti. Da calciatore qualche botta di c..( fortuna, ndr,) l’ho avuta, da allenatore ho preso qualche mazzata sui denti. Un giorno raccoglierò anche io. La ferita che ho addosso rimarrà fino alla morte. Il calcio è questo, la vita pure. Ma ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicino, i ragazzi mi hanno dato tutto. I rigori, l’espulsione… Sono in questo mondo da anni, si va avanti. La mentalità e il non mollare non è mai cambiato. Ho ancora più veleno e rabbia, credo in ciò che propongo e faccio, altrimenti non sarei qui”.

obiettivi

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Il clima di contestazione attorno alla Lazio è una preoccupazione? “Quello che ho già accennato ai calciatori, è che questo non deve essere un alibi – ha replicato Gattuso -. Io non posso parlarne per non crearlo. Al di là della bravura di Maurizio Sarri, per me sono stati bravi anche i calciatori. Senza un gruppo unito si poteva rischiare tanto. Io devo essere bravo a non parlare sempre di questa problematica. Bisogna rispettare i tifosi, per la lealtà e la serietà”. Obiettivi. “Ora non parlo di classifica, altrimenti sembra che vivo su un altro mondo. Ci sono 7-8-9 squadre che partono meglio di noi. Possiamo prenderci un po’ di tempo e riuscire a non sbagliare. Noi dobbiamo fare poche cose per completare la squadra, prendere tanto per prendere non vale la pena. Mi sarebbe piaciuto partire con due elementi in più…”. La partenza di Gila? “Lotito e Fabiani volevano tenerlo, ma ho convinti io: se un giocatore non vuole stare più dopo aver dato tutto…”.

lotito

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Non c’era il presidente. Gattuso è stato presentato dal d.s. Fabiani.” Sinceramente è meglio così. Tanto ora Lotito può dire qualsiasi cosa, ogni cosa ha il suo tempo. Ci fosse stato il presidente, si sarebbe parlato di lui. È stata anche una questione di rispetto nei miei confronti. Lotito deve fare il presidente. E meno parla meglio è. Il suo problema? Ha troppi telefonini…Ma gli ho detto che se avrà qualcosa da dire a me o ai giocatori può venire a dirla direttamente…”.



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