Fifa e Infantino nel mirino dei tifosi

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Ricomparsi 1200 tagliandi a prezzi esorbitanti, non si placano le polemiche in vita dell’atto conclusivo del 19 luglio con Madonna, Shakira e Justin Bieber

Il calcio è del popolo, stando agli slogan sbandierati dalla Fifa, almeno fino a quando il popolo non si accosta al botteghino, fisico o virtuale che sia. E se il prezzo è eccessivo, allora bisogna “rivedere il proprio stile di vita” (Infantino dixit).

Trentamila euro per la finale

Fatto sta che, approssimandosi la conclusione di un Mondiale mai così ricco di polemiche, si iniziano a mettere in vendita i biglietti per la finalissima del 19 luglio al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey. La partita, lo show nell’intervallo con tanto di partecipazioni di star come Madonna, Justin Bieber, Shakira, i Bts, Burna Boy, Gustavo Dudamel e il PS22 Chorus, con la partecipazione dei Coldplay. Si tratterà del primo halftime show nella storia della Coppa del Mondo Fifa, ispirato al modello del Super Bowl. Dove, se non negli Stati Uniti?

La Fifa non risponde

Come riporta Sport Mediaset, la Fifa ha messo in vendita quasi 1.200 biglietti di seconda categoria al prezzo di 7.380 dollari per la finale dei Mondiali. Il sito web della federazione per la vendita di biglietti dell’ultimo minuto, che a tratti indicava la partita come esaurita, presenta ora 1.178 posti disponibili in cinque settori del piano superiore lungo le linee laterali. La Fifa – come riporta sempre Sport Mediaset – vende anche 68 biglietti di prima categoria in prima fila nel piano inferiore a prezzi compresi tra 19.995 e 32.970 dollari. A quanto pare, la Fifa non avrebbe risposto immediatamente a una richiesta di chiarimenti sul motivo per cui questi biglietti aggiuntivi fossero diventati disponibili.

Il dynamic pricing

Insomma, 30mila dollari non sembra tanto popolare come prezzo. Ma questa sarà soltanto la ciliegina sulla torta, visto che non tutto è andato liscio sin dall’inizio. La principale fonte di contestazione è stata l’introduzione, per la prima volta nella storia dei Mondiali, del cosiddetto dynamic pricing (o “variable pricing”, secondo la definizione adottata dalla FIFA). Un sistema che modifica il prezzo dei tagliandi in tempo reale in base alla domanda, facendo lievitare i costi delle partite più richieste. Una scelta che ha segnato una netta rottura con il passato e che, secondo molti sostenitori, ha finito per privilegiare il profitto rispetto all’accessibilità dell’evento.

Qatar 2022 Mondiale “economico”

L’incremento medio è stato enorme rispetto alle stime iniziali presentate nel dossier di candidatura e ai prezzi praticati ai Mondiali del Qatar del 2022. Anche numerose gare della fase a gironi hanno registrato rincari significativi rispetto alle prime finestre di vendita, rendendo proibitivo l’accesso per molte famiglie e per i tifosi provenienti dai Paesi con un potere d’acquisto inferiore. A far discutere sono stati anche i pacchetti hospitality, proposti a cifre che in alcuni casi hanno superato decine di migliaia di dollari, rafforzando la percezione di un torneo sempre più orientato verso una clientela premium piuttosto che verso il pubblico tradizionale.

Le proteste contro la Fifa

Le proteste non sono rimaste soltanto sui social. Football Supporters Europe (FSE) ed Euroconsumers hanno presentato una denuncia alla Commissione Europea, accusando la FIFA di abuso della propria posizione dominante nella vendita dei biglietti. Le critiche hanno trovato ulteriore forza durante la fase a gironi. In alcune partite, soprattutto quelle considerate meno prestigiose, numerosi settori degli stadi sono rimasti visibilmente vuoti nonostante la FIFA abbia comunicato dati di affluenza elevati. Secondo molti osservatori, il prezzo dei biglietti ha rappresentato uno dei principali ostacoli alla vendita completa dei posti disponibili, soprattutto in città con una forte tradizione calcistica come Guadalajara.

Inghilterra-Norvegia, prezzi folli

Le polemiche non hanno riguardato soltanto il prezzo iniziale dei biglietti. Grande attenzione ha suscitato anche il sistema di rivendita ufficiale, dove alcuni tagliandi sono stati rimessi in vendita a cifre astronomiche. Per il quarto di finale tra Inghilterra e Norvegia, ad esempio, sono comparsi annunci con prezzi nell’ordine di milioni di sterline, episodio che ha acceso un nuovo dibattito sulla gestione del secondary ticketing e sull’efficacia dei controlli contro le speculazioni. Parallelamente, negli Stati Uniti è stata aperta anche un’indagine nei confronti di StubHub dopo le denunce di numerosi tifosi che sostenevano di non aver ricevuto i biglietti acquistati attraverso la piattaforma, nonostante le garanzie offerte dal servizio.

La difesa della Fifa

La FIFA ha difeso la propria strategia sostenendo che il sistema di prezzo variabile consente di adeguare i costi alla domanda del mercato e di limitare i margini di guadagno dei bagarini, oltre a contribuire al finanziamento dello sviluppo del calcio mondiale.

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