Ne ha per tutti il ct francese a poche ore dal fischio d’inizio della semifinale del Mondiale: chi avrà la meglio sfiderà una tra Inghilterra e Argentina
La semifinale del Mondiale 2026 tra Francia e Spagna si gioca anche davanti a microfoni e telecamere. Didier Deschamps, protagonista della consueta conferenza stampa prepartita, prova a togliere pressione ai suoi indicando la Roja come favorita, mentre tiene aperto fino all’ultimo il dubbio sulle condizioni di Kylian Mbappé. Semplice pretattica, sia chiaro. Sullo sfondo, intanto, fanno discutere le dichiarazioni dell’ex Premier spagnolo Mariano Rajoy sulle origini di molti calciatori francesi. Anche in questo caso, non si è fatta attendere la risposta di Zaire-Emery e Lamine Yamal.
Deschamps scarica la pressione sulla Spagna: “È la favorita”, ma la strategia è chiara
Alla vigilia della sfida di Dallas, Didier Deschamps ha scelto una strategia ben precisa: dirottare pressioni e riflettori sulla Spagna. Il commissario tecnico francese, sin dall’inizio della competizione iridata, ha definito la Nazionale di Luis de la Fuente come la vera favorita per il titolo mondiale, sottolineando la qualità del gioco espresso dalle Furie Rosse e i successi ottenuti negli ultimi anni tra Europei e Nations League.
Spostare il carico di pressione si può? Sì, ma non quando si affrontano due superpotenze in una semifinale di un Mondiale. Del resto, il ct dei Bleus, a caccia della terza finale consecutiva in questo torneo, conosce perfettamente il valore della sua squadra, capace di raggiungere ancora una volta la “Final Four” grazie a una nuova generazione di talenti e a un gioco molto più offensivo rispetto al passato. Anche per questo il riferimento a Lamine Yamal non è casuale: “Conosciamo la qualità del nostro avversario, ma abbiamo anche i nostri punti di forza. Luis de la Fuente avrà studiato i nostri giocatori, e noi abbiamo fatto lo stesso. Affrontare Lamine in uno contro uno non è facile, ma farlo contro i nostri stessi giocatori non lo è affatto. I favoriti però sono loro”, parola di Deschamps.
Gestione Mbappé, il capitano ci sarà
L’altro tema che ha monopolizzato la vigilia di Francia-Spagna riguarda Kylian Mbappé. L’attaccante e capitano della selezione transalpina ha svolto lavoro differenziato nell’ultima seduta, alimentando qualche interrogativo sulle sue condizioni fisiche. In realtà, secondo quanto riportato dalla stampa francese, si è trattato soltanto di una gestione, a scopo precauzionale, dei carichi di lavoro. Mbappé è regolarmente convocato e sarà al centro dell’attacco contro la Spagna, pronto a dare vita all’ennesimo duello con Lamine Yamal, già andato in scena nelle recenti sfide tra le due Nazionali e in Liga spagnola. “Si sente bene – ha confermato Deschamps alla vigilia -. Si è allenato, ma ha il diritto di essere cauto dopo quello che è successo l’altro giorno”.
Fondamentale, per Deschamps, avere regolarmente a disposizione il proprio cannoniere, attualmente in vetta alla classifica marcatori di questo Mondiale con 8 gol, al pari di Lionel Messi. Il fuoriclasse del Real Madrid resta il punto di riferimento tecnico ed emotivo dell’undici titolare, chiamato ancora una volta a trascinare una Francia che punta alla terza finale mondiale in otto anni. L’obiettivo è arrivare a riscattare il ko incassato ai rigori in Qatar contro l’Albiceleste.
La polemica sulle origini dei Bleus e la risposta di Zaïre-Emery
A rendere ancora più calda l’atmosfera della semifinale sono state anche le polemiche nate dopo alcune dichiarazioni dell’ex Premier spagnolo Mariano Rajoy, che aveva sostenuto come la Francia fosse “un’ottima squadra ma senza francesi”, riferendosi alle origini di molti giocatori della nazionale transalpina.
Dura la reazione nel mondo del calcio, come ampiamente prevedibile. È stato Warren Zaïre-Emery, centrocampista del Psg, uno dei primi a rispondere a tali provocazioni discriminatorie, ricordando come il valore di una Nazionale non dipenda dall’etnia dei suoi giocatori ma dall’appartenenza e dall’impegno con cui rappresentano il proprio Paese. A fare eco a queste dichiarazioni c’ha pensato proprio Lamine Yamal, che ha sottolineato in conferenza stampa come il calcio sia uno straordinario strumento di integrazione e inclusività. Francia e Spagna, in tal senso, rappresentino esempi concreti di società multiculturali capaci di trasformare la diversità in una ricchezza. E i risultati, anche nello sport più popolare al mondo, sono sotto gli occhi di tutti.

