dalla Juventus all’Inter tutti contro di lui, perché la serie A non lo vuole ct. Il precedente “infuocato” nel 2022

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Prima Carnevali, poi Spalletti: la scelta di Giovanni Malagò di richiamare in azzurro Roberto Mancini continua a suscitare polemiche. Perché il ct azzurro ha fatto arrabbiare così tanto i top club italiani

L’attacco diretto a Mancini non è arrivato, ma tra le righe di quello che si sta leggendo negli ultimi giorni, la scelta del suo ritorno sulla panchina della nazionale continua a essere molto discussa. Si è saputo da tempo che la serie A, con Inter e Juventus in prima fila, volevano Antonio Conte nel ruolo di commissario tecnico. Ieri l’ad bianconero Giovanni Carnevali ha lanciato il suo attacco a Malagò, oggi a criticare le ultime decisioni della Figc ci ha pensato Luciano Spalletti. Ma perché i top club italiano non volevano Roberto Mancini sulla panchina azzurra?

Le accuse a Malagò

Riavvolgere il nastro di quanto successo nelle ultime tre settimane non è semplice. La scelta del commissario tecnico si è trasformata in un caso nazionale con tanto di coinvolgimento anche della politica. Roberto Mancini è sempre stato la prima scelta di Giovanni Malagò che sin dal suo insediamento ha avuto in mente il nome dell’ex commissario tecnico. Ma ben prima del “mini avvento” di Maldini e Leonardo era già arrivato l’alt da parte della serie A. La Lega voleva essere coinvolta nella scelta e i principali quotidiani hanno riportato un veto sul nome dell’ex Sampdoria, le big italiane puntavano su Antonio Conte.

Le cose poi hanno preso una piega diversi e per molti versi paradossali. Maldini e Leonardo hanno cercato a lungo Guardiola per poi virare su Andrea Pirlo e quando è emersa la controversia per la sponsorizzazione con un’azienda russa, è saltato completamente il banco. I dirigenti si sono dimessi, la scelta Pirlo è stata cestinata e Malagò ha deciso di fare tutto da sola con la serie A che non è stata più tenuta in considerazione.

Perché la serie A non vuole Mancini

Negli ultimi giorni si è parlato molto del metodo che Malagò ha usato per arrivare, o meglio per tornare, a Mancini. La scelta di scavalcare la serie A che è stata fattore importante per la sua elezione alla Figc ha fatto discutere, così come la decisione di puntare su un “amico” più che su un allenatore. Ma il no a Mancio viene da lontano, prima che emergessero queste considerazioni. La verità è che la gestione della nazionale di Roberto Mancini non è mai stata vista particolarmente di buon occhio dai club.

L’ex allenatore di Lazio e Inter ha cercato di ottenere uno spazio sempre maggiore per lavorare con la squadra. Il rapporto di Mancini con i club non è mai stato dei migliori e il timore è che si possa tornare a una situazione di costante frizione soprattutto per la gestione dei convocati e degli stage della nazionale che rischiano di sovraccaricare un calendario già molto congestionato. Durante il suo primo mandato da ct, la richiesta era quella di organizzare maxistage e raduni anche fuori dalle finestre Fifa a volta convocando anche 50-60 giocatori per visionare i giovani, una richiesta accolta con molta freddezza se non con ostilità aperta dai club.

Il 2022 e la mancata qualificazione

La situazione avrebbe raggiunto un punto di massima fruizione nel 2022 quando l’Italia si giocava il pass per i Mondiali in Qatar. Tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 Mancini spinge per organizzare uno stage speciale per cementare il gruppo in vista dei playoff, i club però concedono solo tre giorni (26-28) con oltre 35 convocati a Coverciano. L’ultimo scontro arriva quando la Figc e il presidente Gravina chiedono il rinvio della 20esima giornata di campionato (in programma tra il 18 e il 20 marzo) 4 giorni prima dello spareggio con la Macedonia ma ottengono risposta negativa. Dopo il ko, Mancini espresse tutta la sua amarezza sottolineando la mancata collaborazione della serie A in vista di un appuntamento così importante. Una rottura che non si è mai consumata in modo eclatante ma che evidentemente ha minato in maniera importante i rapporti tra il ct e i club e che ora sta tornando ancora una volta in superficie.

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