La vera ricchezza di un club, ancor più che i tecnici, sono i dirigenti con il loro scouting che costruiscono le squadre e ne determinano le sorti
Di alcuni di loro neanche si conoscono bene le facce, abituati come sono a lavorare spesso nell’ombra, ma il vero tesoro dei club sono i direttori sportivi che con il loro staff di scouting costruiscono le squadre. Perché funziona così: gli allenatori, anche quelli più famosi e importanti, si limitano a indicare cosa serve, un ruolo scoperto, una caratteristica. Ma chi decide, dopo l’ok del proprietario, è il direttore sportivo. E quelli bravi possono fare le fortune del club a prescindere da chi siede in panchina.
I miracoli di D’Amico, da Zaccagni a Lookman
C’è Tony D’Amico ad esempio, lo riconosceste per strada? Oggi è in odore di Milan ma ha già fatto le fortune di Verona e Atalanta. Qualche nome? Sono farina del suo sacco Zaccagni, Rrahmani, Amrabat, Ederson e Lookman, solo per citare i casi più clamorosi, presi da semisconosciuti gratis o quasi e che sono diventati o plusvalenze paurose o titolari inamovibili.
Da Sartori a Paratici, quanti colpi
E che dire di Giovanni Sartori? Al Chievo scoprì Perrotta, Amauri ed Eriberto (poi Luciano), quindi Kessie, Gosens, Ilicic e tantissimi altri a Bergamo ed anche ora al Bologna sta facendo bene. C’è poi Fabio Paratici che si rimetterà in pista alla Fiorentina dopo colpi importanti alla Juve. Uno su tutti: Pogba preso giovanissimo gratis dal Manchester United ma anche Bentancur e Romero.
Ausilio tra i segreti dell’Inter
L’Inter invece deve tanto a Piero Ausilio. Lautaro, per dire, l’ha scoperto lui così come Perisic e Brozovic, senza citare altri colpi importanti come Icardi o Skriniar presi dalla Samp. E’ un’icona da decenni invece Pantaleo Corvino, il re dei Balcani. A lui si devono colpi come Vlahovic ma anche Jovetic, Vucinic, Boijnov e Hjulmand.
A Parma via Juve è poi approdato Cherubini che ha fatto le fortune della Juventus valorizzando tanti talenti della Next Gen, da Fagioli e Miretti a Yildiz. Infine Sean Sogliano che soprattutto a Verona ha saputo pescare semi-sconosciuti praticamente ogni estate: da Jorginho a Iturbe. Insomma sì, chi trova un ds trova un tesoro.


