come cambia il progetto dei Friedkin dopo l’addio di Ranieri

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Nuova rivoluzione giallorossa alle porte dopo un campionato deludente: possibile addio anche di Massara, D’Amico o Giuntoli nuovo direttore sportivo e rivoluzione nell’organico

Alla fine la battaglia di Trigoria è stata vinta da Gian Piero Gasperini. Claudio Ranieri lascerà la sua amata Roma dopo un anno vissuto dolorosamente, nel ruolo di senior advisor, e apre una nuova fase dirigenziale con scenari interessanti e, per certi versi, decisivi per il futuro del club.

Roma, nuovo direttore sportivo

Uno dei nodi principali riguarda la definizione di una linea tecnica chiara. La scelta del direttore sportivo sarà fondamentale per impostare un progetto coerente: serve una figura in grado di lavorare in sinergia con l’allenatore e di valorizzare sia il mercato internazionale sia il settore giovanile. In questo senso, la Roma potrebbe puntare su profili giovani ma già pronti, riducendo gli investimenti onerosi e privilegiando operazioni mirate.

Massara out, ipotesi D’Amico

Intorno al futuro di Massara, infatti, iniziano già a circolare diverse ipotesi, segno che la dirigenza potrebbe valutare cambiamenti. Tra i possibili candidati emergono soprattutto due profili: il primo è quello di Tony D’Amico, attuale ds dell’Atalanta, uno dei nomi più concreti. Piace per il suo modello basato su scouting, valorizzazione dei giovani e sostenibilità economica. È considerato ideale per un progetto di rifondazione strutturata.

Roma, spunta anche Giuntoli

Il secondo è quello di Cristiano Giuntoli, profilo di altissimo livello, già protagonista dello scudetto del Napoli e reduce da una esperienza poco felice alla Juventus. Rappresenterebbe una scelta “di rottura”, con grande esperienza e capacità di costruire squadre vincenti. Ma non è affatto escluso che la proprietà dei Friedkin decida di proseguire con Massara, soprattutto per dare stabilità al progetto.

Roma, rivoluzione tecnica in cantiere

Strettamente legato alla scelta del nuovo direttore sportivo è il discorso tecnico. L’ennesima rivoluzione dei Friedkin è arrivata ad un altro punto morto, perché a meno di miracoli la Roma mancherà di nuovo la qualificazione in Champions. Lecito immaginare che alla guida tecnica ci sarà ancora Gasperini, visto il “sacrificio” di Ranieri, di conseguenza bisognerà prendere dei giocatori adatti al suo calcio. Partendo magari da quelli che si hanno già in rosa e che hanno dimostrato di essere affidabili, come Svilar, Malen, Ndicka, Wesley, Konè, Mancini o Pisilli.

Servono sacrifici eccellenti

Anche se proprio tra questi nomi potrebbe esserci qualche sacrificio eccellente per finanziare la prossima campagna acquisti. In ogni caso, in tanti andranno via, a cominciare da Paulo Dybala che dovrebbe andare al Boca Juniors. Altri quasi sicuri partenti sono Zaragoza, Ferguson (tra le principali delusioni), Tsmikas, El Shaarawy, Celik, Dovbyk e Venturino. Molto probabile anche l’addio di Pellegrini, sul quale ci sarebbe un interessamento della Juventus, di Cristante, Angelino e Rensch.

Roma, i paletti della Uefa

In bilico i profili di Gollini, Shomurodov, Saelemaekers e Baldanzi. Una cosa è chiara: la Roma va verso una rifondazione profonda, che però dovrà essere molto rigorosa nel rispetto dei parametri imposti dalla Uefa. Il club giallorosso dovrà continuare a lavorare sulla riduzione dei costi e sull’incremento dei ricavi, anche attraverso lo sviluppo del brand e il progetto legato al nuovo stadio, considerato cruciale per aumentare la competitività.

La nuova Roma di Gasp

Infine, uno degli scenari più plausibili è quello di una Roma più “europea” nella gestione: meno dipendente dai risultati immediati e più orientata a una crescita graduale ma strutturata. La sfida della nuova dirigenza sarà proprio questa: trovare il giusto equilibrio tra ambizione e sostenibilità, riportando la Roma stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo.

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